Il Comune di Pontinia nel 2000 ha ricevuto dal ministero cinque beni immobili confiscati alla criminalità organizzata. Ma, come spesso accade, gli enti locali talvolta non hanno fondi a sufficienza per renderli fruibili. E succede dunque che queste strutture restano lì, chiuse per anni a degradarsi. Non è però questo il caso. Anzi, l'ente, proprio al fine di migliorarne la fruibilità, ha chiesto un finanziamento alla Regione Lazio.
A deciderlo è stata la giunta del sindaco Carlo Medici nella seduta del 1 giugno. Lo spunto è una delibera della giunta regionale con cui è stato indetto un avviso pubblico per la ristrutturazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata per favorirne il riutilizzo e la fruizione sociale. In parole povere si tratta di un bando per assegnare agli enti dei fondi da destinare a interventi vari (manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione e risanamento) sui beni confiscati. L'obiettivo è quello di renderli fruibili ed evitare che restino chiusi, rendendo sempre più costoso un eventuale intervento di sistemazione.
La giunta di Pontinia ha colto la palla al balzo. L'ente vuole aderire al progetto "Habitare", prevedendo lavori di manutenzione su quattro dei cinque beni confiscati alla criminalità organizzata in via Monte Grappa e assegnati 17 anni fa al Comune. Il costo complessivo previsto, come si legge nella delibera, è pari a 19.819 euro. Una somma che - se il finanziamento dovesse essere accolto - sarebbe totalmente a carico della Regione Lazio.