Niente costruzioni sulle coste di San Felice Circeo e in particolare nella zona di via Terracina. A ribadirlo è il recente diniego espresso da un commissario ad acta nominato per decidere su un permesso di costruire che era finito nel dimenticatoio. Un episodio che dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto sia urgente e necessario mettere mano alla materia urbanistica, essendo il piano regolatore risalente al 1979.
Per comprendere la questione occorre fare un passo indietro di qualche anno.
Un privato presenta al Comune un'istanza per un permesso di costruire. Vorrebbe realizzare volumetrie su via Terracina, in una fascia compresa nei 300 metri dalla linea di costa. La pratica viene dimenticata per troppo tempo, tanto che alla fine – è il 2015 – arriva la nomina del commissario ad acta. Deve far fronte alla «manifesta inerzia» dell'ente.
Il tecnico incaricato dalla Regione arriva negli uffici. Comincia il proprio lavoro, concluso soltanto qualche giorno fa. L'istanza viene respinta. Vediamo perché.
Il nodo è in una incongruenza tra il piano regolatore e quanto previsto da una legge regionale risalente al 1976. È la numero 52, mai abrogata. La norma prevede un indice di fabbricabilità di 0,001 metri cubi per metro quadro nelle aree a meno di 300 metri dalla costa. Per cui una volumetria, in sostanza, pari a zero. Un'eventuale deroga ci può essere solo qualora il Comune si sia dotato – e San Felice non l'ha fatto – di specifico strumento di perimetrazione del centro abitato, da approvarsi con una delibera di giunta regionale.
A sostegno della tesi il commissario ad acta cita una sentenza penale del 2014 (confermata in Appello nel 2016). Riguarda proprio San Felice. Gli imputati sono stati assolti per "errore scusabile", ma la decisione dei magistrati certifica l'illegittimità dei titoli rilasciati. Il limite imposto dalla legge regionale, questo il fulcro, non può essere superato con il piano regolatore. La prima è infatti una norma sovraordinata.
Resta un problema: le norme del piano regolatore sono in contrasto con quelle della legge regionale. E non è l'unico caso di "cortocircuito" per quanto riguarda la materia urbanistica. Una delle priorità che la nuova amministrazione dovrà affrontare.