Disagi infiniti per i pendolari che ogni giorno prendono il treno da Aprilia. Oltre a dover fare i conti con le corse in ritardo, e in alcuni casi anche per le soppressione dei treni, i cittadini non possono usufruire nemmeno dei servizi igienici. A spiegarlo sono i rappresentanti del comitato pendolari FR8a Carrozza, che sottolineano come nella stazione ferroviaria i bagni siano chiusi, quindi impossibili da utilizzare i per le persone che ogni giorno transitano allo scalo. Un incredibile paradosso per una città di 70 mila abitanti con un polo industriale d'eccellenza.
«Gli impegni assunti da Rfi e previsti dall'atto di concessione sono scomparsi - spiega il comitato presieduto da Rosalba Rizzuto - assieme al dovuto rispetto per i regolamenti europei firmati dal nostro Paese. Eppure il documento redatto nel 1999 e ristampato nel 2002 proprio dalla società ci informava che anche per le stazioni piccole e persino per le fermate si prevedeva, almeno per portatori di handicap, un servizio igienico e lavabo. Ci domandiamo perché ogni pubblico esercizio debba avere servizi igienici e le stazioni no? I sindaci, responsabili dell'igiene del territorio, sono tenuti a far rispettare questa norma anche nei confronti di Rfi».
Circa due settimane fa un pendolare di Aprilia ha presentato un reclamo alla società che gestisce la rete ferroviaria, proprio per segnalare il degrado in cui versa la stazione di Aprilia e in particolare per lamentare l'assenza del bagno, chiuso ormai da anni. Un problema reale per la cittadinanza. «E la risposta di Rfi ha avuto dell'incredibile, visto che hanno addotto come motivazione il fatto che Aprilia avrebbe un bassissimo indice di frequentazione, tale da non giustificare i costi di mantenimento. Una menzogna - continua il comitato - poiché Aprilia è classificata dalla stessa Rfi come stazione Silver, ma in realtà sarebbe anche Gold, se smettessero di disincentivare la gente all'uso dei treni. Inoltre le esigenze fisiologiche non possono dipendere dalla densità di frequentazione, ma dalla singola necessità».
Perciò il comitato invita la Rfi a risolvere il problema, ma soprattutto sollecita l'amministrazione comunale ad attivarsi per cercare una soluzione e permettere la riapertura del bagno. «Cosa intende fare in merito l'amministrazione comunale? La politica, da destra a sinistra passando per il M5S, latita davanti alle proprie responsabilità, ma tornerà di certo a prometterci attenzione il prossimo anno, a ridosso delle elezioni. E intanto - conclude - preferisce lasciar scontrare un'utenza sempre più indifesa con le strapotenti imprese a cui viene affidata la mobilità e rifiuta di discutere le scelte programmatiche sulla mobilità coi diretti interessati: i cittadini e gli utenti dei treni».