La notizia è di quelle che rischiano di fare rumore. E qualora non si trovasse una soluzione nel giro di pochissimo tempo, ci potremmo trovare di fronte alla perdita di un bel gruzzolo - cinque milioni di euro - da ripartire fra 18 Comuni e aziende private partecipanti al progetto.
Stiamo parlando della possibilità che il Gruppo di Azione Locale dei Monti Lepini, composto - tra gli altri - da diciotto Comuni collinari delle province di Latina, Frosinone e Roma (ossia Artena, Rocca Massima, Cori, Norma, Bassiano, Sezze, Sermoneta, Roccagorga, Maenza, Priverno, Patrica, Villa Santo Stefano, Giuliano di Roma, Amaseno, Carpineto Romano, Gorga, Gavignano e Segni) venga escluso dai finanziamenti erogati dalla Regione Lazio.
Infatti, nei giorni scorsi, la Direzione regionale per l'Agricoltura avrebbe comunicato che sussistono delle problematiche di tipo tecnico e finanziario, per le quali - entro una decina di giorni - dovranno essere presentate delle controdeduzioni. Qualora le stesse non dovessero soddisfare la Regione, il progetto ammesso ai finanziamenti lo scorso ottobre potrebbe rischiare di essere stralciato dal piano.
Non è purtroppo tutto.
Domani, 26 luglio, infatti, un'altra scure è pronta ad abbattersi sul Gal dei Monti Lepini. Al sesto punto dell'ordine del giorno del Consiglio comunale di Bassiano, convocato per le ore 18.30, figura anche il recesso del Comune dall'associazione. Di conseguenza, sarà molto probabilmente ufficializzato l'addio al Gruppo di Azione Locale da parte di un paese che è stato inserito nella categoria D, ossia in quella che riporta le località maggiormente svantaggiate a livello territoriale. Proprio la presenza di Bassiano fra i 18 Comuni associati è stata uno dei fattori che hanno consentito al Gal di accedere ai finanziamenti che, ora, sembrano sempre più a rischio.
Tra l'altro, se l'esclusione del progetto presentato in Regione dovesse essere confermata, oltre alla perdita dei finanziamenti da destinare ai Comuni e alle aziende partecipanti sarebbe a rischio la possibilità - per gli enti coinvolti - di aderire ai Piani di sviluppo territoriale, fondamentali per l'accesso ai finanziamenti del Psr, utili a incentivare lo sviluppo agricolo dei territori regionali.