Scoppia anche a Fondi il "caso cozze", dopo la concessione demaniale per un allevamento di rilasciata dalla Regione Lazio per un'area di 305mila metri quadrati tra Fondi e Sperlonga. Il Comune ha diffidato formalmente la direzione regionale Ambiente alla revoca in autotutela del provvedimento poiché, si legge in una nota, «l'Ente non è stato invitato a partecipare alla prescritta conferenza di servizi decisoria, tenutasi nel 2015». La presenza dell'amministrazione comunale, continua il Comune, non può essere considerata garantita con la sola richiesta di parere tecnico pervenuta nel 2017, a due anni di distanza, per giunta «con allegati in cui è riportato nell'oggetto e nella relazione il Comune di Sperlonga, oltre ad una cartografia non aggiornata». Il sindaco Salvatore De Meo chiarisce anche che «si è contestualmente prodotta richiesta di accesso agli atti per una verifica puntuale», oltre ad aver dato mandato al legale di fare un ricorso al Tar.

Sul caso dell'impianto di mitilicoltura attacca invece la giunta il Pd fondano rappresentato dai consiglieri Mario Fiorillo e Maria Civita Paparello, che oltre a chiedere un ricorso al Tar esprimono dubbi sull'inerzia dell'ente. «La direzione regionale - scrivono - aveva chiesto un parere al Comune di Fondi il 29 marzo scorso». «A questa richiesta di parere il nostro Comune non ha ritenuto opportuno dare un benché minimo riscontro».  «Ci sembra peraltro strano - aggiungono - che anche il Comune di Sperlonga abbia "fatto finta di niente". Eppure è anch'esso direttamente interessato ed era stato chiamato in causa dalla Regione già nel 2016». De Meo dovrà dunque spiegare secondo i Dem, «come si concilia questo maxi-allevamento con la volontà, evidentemente solo asserita, di incentivare lo sviluppo dell'economia turistica. Chiederemo infine al sindaco di spiegare ai cittadini e agli operatori turistici che stanno investendo risorse e capitali come si concilia questo impianto di mitilicoltura con il piano di utilizzo della nostra spiaggia che sta cominciando ad attuarsi». Fiorillo e Paparello hanno già, fanno sapere, allertato alcuni consiglieri regionali «e le associazioni ambientaliste perché ci diano suggerimenti e ci sostengano».