Quanto dura un'opera di street art? Quanto c'entra con l'idea di immortalità dell'arte? Come si conserva? Non sono forse le domande solite che si fanno agli street artist, sì invece direttamente ai muri. Le fa la studentessa Adele Bosi, de La Sapienza giunta a Fondi per studiare un'opera di street art realizzata nell'ambito del festival Memorie Urbane. Adele prepara la sua tesi all'interno di un progetto di ricerca sull'invecchiamento dei "leganti" utilizzati nell'arte moderna e contemporanea. La ricerca viene portata avanti da Alessandro Ciccola, del gruppo del professor Armandodoriano Bianco del dipartimento di Chimica. La tesi della laureanda Bosi si concentra sull'arte di strada, interessante da studiare per le tecniche conservative da applicare ad una forma artistica di per sé così labile. «L'intento del lavoro sarà anche quello di coinvolgere gli artisti per conoscere la loro volontà rispetto alla durata delle opere e la loro opinione sulla conservazione della Street Art», fanno sapere le associazioni che ogni anno ospitano e sostengono il festival Memorie Urbane, fondato dall'associazione di Gaeta "Turismo Creativo". «La street art, inizialmente nata come protesta e quindi percepita come atto vandalico destinato ad essere cancellato, è stata sempre più riconosciuta e oggi viene spesso commissionata ad artisti abituati anche ad esporre in gallerie d'arte, e apprezzata dalla comunità che ne può chiedere la tutela», spiegano, in conclusione, le associazioni fondane "Basement Project Room", "Il Quadrato" e "UrbOfficinA".