La speranza resta appesa a un mutuo con l'Istituto del credito sportivo da due milioni di euro, a tasso zero, da destinare all'impianto comunale di San Martino. Per farci cosa non è ancora chiaro ma l'impressione è che l'ente abbia la priorità di recuperare i soldi. Difficile pensare a una piscina così come progettato ormai più di dieci anni fa; molto più praticabile l'ipotesi di una struttura sportiva polivalente da realizzare sulle basi di quella che doveva essere un'opera all'avanguardia dell'impiantistica pontina. Salvo poi diventare un pantano, un cantiere infinito. La novità è che il Comune di Terracina, dopo aver avviato le pratiche per interrompere i rapporti col soggetto privato coinvolto nel project financing, sta ultimando l'iter per ottenere la titolarità della struttura che sorge alle spalle dello stadio "Colavolpe". Ma il passo successivo sarà quello di progettare un nuovo impianto e di spenderci su i soldi. Da qui l'idea dell'accesso ai fondi dell'Istituto del credito sportivo. Tra settembre e ottobre dovrebbero riaprirsi i termini per la presentazione delle domande. Si punta a ottenere la bellezza di due milioni di euro, non pochi. Non tutti i soldi andrebbero agli impianti di San Martino: una parte verrebbe destinata ai parchi cittadini che sarebbero dotati di attrezzature sportive e terreni di gioco per calcio, pallavolo e basket. Per tornare alla piscina comunale, resta calda la pista della struttura polivalente che includa strutture per gli sport da spiaggia, in cui la città di Terracina è tra i massimi interpreti a livello nazionale.
Così si cercherà di chiudere la partita della piscina dopo che lo scorso dicembre il Comune ha stabilito di risolvere il contratto di concessione con la ditta affidataria dei lavori di realizzazione, alla quale sarebbe poi andata la gestione dell'impianto per 40 anni. Ma si erano verificati ritardi nei lavori, erano emerse ruggini tra ente pubblico e soggetto privato, il rapporto nel tempo si era deteriorato fino alla rottura e alle azioni legali. A oltre dieci anni dall'avvio dell'iter del project financing - le prime carte sono del 2005 - non resta che appendersi alle ultime speranze legate a un mutuo.