Nessuno vieta che possano passarci poi biciclette o pedoni. Ma il progetto da 321 mila euro per la realizzazione di un ponte tra via Cristoforo Colombo e via della Banchina, un "gemello" di quello realizzato dal privato, cambia destinatari. Meglio, amplia la sua funzione e da "ponte ciclo-pedonale" - come definito nella delibera del dicembre del 2016 - diventa un più generale «Miglioramento aree di sbarco pescherecci attraverso il potenziamento della viabilità e del ponte in area portuale». Solo un «mero errore», nella nuova proposta della giunta, quello che aveva allora «indicato in modo non esaustivo» la realizzazione della pista, collegata peraltro con quella proveniente dal lungomare e da ricongiungersi con quella del porto traianeo. Correzioni, insomma. Che vanno a mutare però le funzioni del ponte che, dall'iniziale obiettivo di integrare la «rivoluzione viaria introdotta dalla pista ciclabile», passano a svolgere un ruolo di tipo più commerciale: «Una funzione di raccordo tra la flotta peschereccia e le attività commerciali - si legge nella nuova delibera - nello specifico con le pescherie e le sale per la vendita all'asta, garantendo il passaggio dei carrelli con il pescato quotidiano in un percorso più agevole, sicuro e salubre, libero dai veicoli che quotidianamente ostacolano il tratto odierno di percorrenza». Si passa, insomma, dalla mobilità al commercio. Dove l'obiettivo è il «rilancio degli scambi commerciali, l'attrazione della domanda turistica, l'integrazione delle catene logistiche». Il progetto è stato presentato alla Regione, suscettibile di finanziamento proprio con la misura «Porti, luoghi di sbarco, sale per la vendita all'asta e ripari di pesca». Il ponte collegherebbe infatti il "villaggio dei pescatori" con le attività commerciali. E migliorerebbe - è ancora il progetto a parlare - la « tracciabilità dei prodotti sbarcati, finendo per aumentare la qualità del pesce per i consumatori finali».
Un dato è certo: l'area densamente frequentata per lavoro e per gli spostamenti, ha - e non da oggi - un grosso problema di mobilità. Il piccolissimo ponte dell'Ospedale deve smistare le automobili provenienti (o dirette) da ben quattro direzioni: i due sensi unici di via Lungolinea che costeggiano il canale, via del Porto, via Cristoforo Colombo e via della Banchina. Un flusso sproporzionato, proveniente dal centro oppure dal lungomare. Una «rivoluzione viaria» è indispensabile.