Piccole manutenzioni, sfalcio dell'erba, pulizia, decoro, riverniciatura di ringhiere. Si comincia a pensare a quali saranno i lavori socialmente utili a cui saranno destinati i circa 50 richiedenti asilo ospiti nei centri di accoglienza straordinari istituiti dalla prefettura a Terracina. Il protocollo firmato dal sindaco Nicola Procaccini lo scorso 4 agosto insieme ai sindaci di Latina, Aprilia, Minturno, Priverno, Sermoneta, Maenza, Pontinia, Lenola (e a marzo già da quelli di Fondi, Norma, Roccasecca dei Volsci, Rocca Massima, Santi Cosma e Damiano) prevede infatti un inserimento sociale dei migranti anche con attività di volontariato. E nella città del Tempio di Giove già dai primi di settembre inizieranno gli incontri tra l'amministrazione comunale e le cooperative che in città gestiscono i Cas. Ad oggi sono tre i centri smistati sul territorio, per un totale di circa 52 richiedenti asilo, quasi tutti provenienti dal Bangladesh, ma anche dall'Africa. Le cooperative da coinvolgere sono Karibu, Il Quadrifoglio, Azalea e Astrolabio.

Con loro, l'ente municipale dovrà mettere in piedi progetti in cui coinvolgere gruppi di stranieri. Solo a titolo esemplificativo, si parla di supporto nella manutenzione del verde, parchi e giardini; o di collaborazione alla pulizia dei cimiteri; o ancora il mantenimento del decoro nelle aree più "calde". Un po' come accaduto, per altri scopi e con altre dinamiche, per l'area del teatro romano, che circa 10 giorni fa è stata ripulita autonomamente dal gruppo religioso indiano Shah Satnam Ji Green S Welfare Force.ù

Il protocollo firmato con la prefettura ha un processo autonomo rispetto al bando per l'attuazione dello Sprar, il sistema di protezione dei rifugiati e dei richiedenti asilo che scadrà tra qualche giorno. Quest'ultimo è indetto direttamente dal Comune, che poi lo affida ad un soggetto gestore, mentre il Cas viene istituito su indicazione della prefettura in base alla disponibilità dei privati a mettere in affitto alloggi. L'accordo tra gli uffici del governo e i Comuni ha lo scopo di ridurre questa distanza, conferire ai Comuni il ruolo di città ospitanti e favorire l'integrazione.