I fumatori pontini sono sempre più giovani, ma con sempre maggiori difficoltà economiche. Questi i dati salienti riguardanti la provincia di Latina scaturiti dall'indagine elaborata dal sistema di sorveglianza Passi (Progressi aziende sanitarie per la salute in Italia). Si tratta di un sistema di sorveglianza gestito dall'Asl. La rilevazione più recente è riferita al quadriennio 2013-2016, ma i dati sono stati diffusi solo nelle scorse settimane. Nella Asl di Latina il 28% degli adulti 18-69 anni fuma. Si fa riferimento a coloro che hanno fumato 100 o più sigarette nella vita e che fumano tuttora o che hanno smesso di fumare da meno di sei mesi. Il 20% è invece da considerarsi ex fumatore e il 52% non ha mai fumato. Sempre all'interno del territorio dell'Asl do Latina l'abitudine al fumo è più diffusa negli uomini che nelle donne (rispettivamente il 33% contro il 22%), nelle persone con età inferiore ai 50 anni, nelle persone con scolarità media e in quelle con molte difficoltà economiche riferite (38%).
La Sorveglianza Passi indaga anche la percezione della popolazione sul rispetto del divieto di fumo. Interessanti i dati registrati in provincia nel periodo 2013-16: il 91% delle persone intervistate ha dichiarato che il divieto di fumare nei luoghi pubblici è rispettato sempre (60%) o quasi sempre (31%). Tra i lavoratori intervistati il 93% ha dichiarato che il divieto di fumare nei luoghi di lavoro è rispettato sempre (78%) o quasi sempre (15%). Rispetto all'abitudine al fumo nella propria abitazione il 95% ha dichiarato che non si fuma in casa mai (76%) o solo in alcuni ambienti (19%). Il 5% ha dichiarato di fumare in casa senza alcuna restrizione. In caso di convivenza con bambini fino a 14 anni, la percentuale di chi riferisce il divieto assoluto di fumo in casa sale all'81% ma il 17% riferisce che è permesso fumare in qualche ambiente e il 3% che è permesso fumare ovunque.
RISCHIO PATOLOGIE
Il fumo di tabacco è tra i principali fattori di rischio per l'insorgenza di numerose patologie cronico-degenerative, in particolare a carico dell'apparato respiratorio e cardiovascolare e in Italia è il maggiore fattore di rischio evitabile di morte prematura. A seconda del metodo usato, si stima che fra i 70 e gli 80 mila decessi all'anno, in Italia, siano attribuibili all'abitudine al fumo con oltre un milione di anni di vita potenziale persi. Come ogni anno l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) organizza, il 31 maggio, la giornata mondiale senza tabacco: una ricorrenza il cui scopo è quello di aumentare la consapevolezza sui danni alla salute causati dall'abitudine al fumo, incoraggiando le persone ad astenersi per almeno 24 ore dal consumo di tabacco, ed invitandole a smettere di fumare in via definitiva.