I provvedimenti a contrasto della ludopatia segnano il passo a Terracina. Da oltre un anno si discute di un regolamento e perfino di osservatorio, ma il documento che dovrebbe definire criteri e regole è fermo in commissione. Nei mesi scorsi è stato affidato all'associazione Arcobaleno lo sportello d'ascolto. L'associazione, che da circa 30 anni si occupa del sostegno alle dipendenze di ogni genere, lavora duro ma conta un gap di informazione e ha la sede sulla provinciale Badino. Gli accessi non sono quelli che si sperava, almeno per ora. Intanto le macchinette proliferano in ogni dove. Per non parlare del fenomeno sommerso del gioco d'azzardo cui si accede online, da casa, che crea non meno dipendenza e per il quale pure potrebbero arrivare richieste di aiuto. Giovani e anziani, le fasce più a rischio. E non è un caso che Spi Cgil sta picchiando da anni sul tema affinché si lanci un segnale chiaro. Controlli sulle distanze dalle aree sensibili, regole precise sugli orari, informazione nelle scuole, dibattiti pubblici. In una parola: informazione. Di tutto questo c'è bisogno, ma la macchina delle regole è lenta.
A portare avanti la battaglia, insieme al sindacato dei pensionati di Cgil, c'è il circolo locale del Pd. Che già a maggio di un anno fa chiedeva politiche serie per contrastare il gioco d'azzardo, denunciando all'epoca un «proliferare di attività aperte in alcuni casi anche vicino a luoghi sensibili come scuole e chiese». Poi a settembre, sempre del 2016, sembrava essersi mosso qualcosa. L'assessore alle Politiche sociali Roberta Tintari aveva annunciato un osservatorio, che sarebbe nato col compito di studiare il fenomeno per poi lasciare ad esperti e associazioni il ruolo di fare progettazione. Un lavoro complesso che richiede risorse e competenze per non incappare poi in ricorsi al Tar, come accaduto ad esempio al Comune di Formia che si è visto annullare i limiti di orario di apertura delle sale slot perché non avrebbe escluso che l'avventore potesse recarsi nei Comuni limitrofi. Eppure a Formia il numero di apparecchi dopo la lotta avviata contro le macchinette da gioco si riduce. Pare addirittura del 37%. A novembre del 2016 il Pd torna a chiedere il regolamento. Viene convocata una commissione e a dicembre i Dem riprendono il tema: il regolamento non arriva. Nel frattempo cinquanta amministratori della provincia di Latina firmano un documento antislot. E siamo arrivati a settembre. Il mese che, secondo una mozione approvata all'unanimità dal Consiglio comunale avrebbe dovuto ospitare la Giornata provinciale del buon gioco. Con iniziative per scuole e anziani. Il 22 giugno scorso, infine, l'ultima riunione di commissione per licenziare il regolamento. Che forse sarà discusso al rientro delle attività, cioè a giorni.