La crisi economica che da anni sta attanagliando l'Italia intera non risparmia Sermoneta. Il borgo lepino, infatti, stando ai dati relativi al 2016, ha raggiunto una percentuale molto alta di disoccupazione. Il 15,8% dei cittadini, infatti, non ha un lavoro e il dato supera di quasi quattro punti percentuali la media nazionale, che l'anno scorso si è attestata all'11,9%.

Le statistiche
Stando al Documento unico di programmazione approvato dal Consiglio comunale - che consente di fotografare la situazione del paese sotto diversi aspetti - la popolazione residente al 31 dicembre scorso era di 9.884 persone. Prendendo in considerazione chi è in età lavorativa ed escludendo coloro che per scelta non vogliono lavorare - il tasso di disoccupazione sfiora, come detto, il 16%. Chiaramente, tale situazione genera un disagio sociale che gli uffici comunali hanno tradotto in numeri. Ad esempio, sono stati 1.197 gli accessi al segretariato sociale, mentre le domande prese in carico dal servizio sociale professionale sono state 446. Trentotto, invece, le richieste di contributi per esigenze abitative e 210 quelle di contributo economico.

Situazione a rischio
Tra l'altro, nell'anno in corso la situazione non sembra migliorata. «L'assistente sociale comunale - si legge nel documento - ha riferito che nel primo semestre del 2017 si è registrato un aumento esponenziale di richieste di sussidi economici e altre forme di sostegno al reddito. In particolare 32 utenti si sono rivolti all'ente per chiedere un sussidio economico in quanto privi di reddito e non in grado di provvedere in modo autonomo all'acquisto di beni di prima necessità. Importante è il numero di casi di uomini che vivono da soli e che hanno vissuto esperienze di separazione particolarmente negative: sono usciti dal mercato del lavoro e sono caratterizzati da situazioni abitative precarie».

L'analisi delle cause
Come mai, però, Sermoneta si è trovata a fare i conti con una disoccupazione così alta? Sicuramente i numeri sono cresciuti anche con l'esponenziale aumento demografico degli ultimi 10 anni, coinciso con l'espansione delle borgate. Purtroppo, però, molte persone hanno perso il lavoro dopo la chiusura di aziende per fallimento, per cessazione delle attività, ma anche per l'espletamento di lavori le cui retribuzioni sono di bassa entità. Senza contare, si legge ancora nel documento, i problemi legati all'inadeguatezza economica in cui si sono ritrovati i lavoratori per i quali sono stati attivati processi di mobilità e collocazione in cassa integrazione.
«La condizione socio-economica della popolazione si è ulteriormente aggravata nell'ultimo periodo - conclude la sezione del Dup - a causa della crisi che colpisce ormai tutti i settori produttivi».