Torna in aula la questione dei richiedenti asilo sul territorio, dopo che qualche accenno c'era stato nei mesi scorsi dopo l'arrivo di un discreto numero di stranieri a Sezze scalo, dopo le polemiche sulla conferma dell'affidamento del progetto Sprar (fino al 2020) alla cooperativa Karibù, dopo l'assenza del Comune al tavolo con la Prefettura per la firma di un protocollo di intesa, dopo un paio di passaggi all'interno della commissione consiliare "Servizi Sociali" e dopo le critiche delle minoranze perché l'ente non farebbe rispettare la volontà del consiglio comunale, che si era espresso a favore del proseguimento di Sezze solo nel Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. A togliere il velo da qualche dubbio, in risposta a due distinte interrogazioni presentate rispettivamente da Serafino Di Palma e da Giovanni Moraldo, è stato l'assessore Vincenzo Lucarini, che si era già espresso nella commissione presieduta da Mauro Calvano, ma che ha avuto l'opportunità di fare il punto della situazione davanti all'intera assise. Il delegato ai Servizi Sociali ha parlato dopo una serie di confronti e di scambi reciproci di informazioni con le due cooperative che si occupano dell'accoglienza nel territorio setino, la Karibù (inquadrata nei progetti Sprar e Cas) e Il Quadrifoglio, che si occupa soltanto dei Centri di Accoglienza Straordinari. «Le strutture Sprar - ha spiegato Lucarini - sono 6, con 48 ospiti, in tutto il territorio di Sezze, tra Sezze scalo, Sezze centro e Suso (via Roccagorga, via Murolungo). A via Roccagorga, il più grande, ce ne sono 12. L'età media è bassa, tra i 18 e i 25 anni, soprattutto provenienti dalla Nigeria. I Cas sono 5 della Karibù, 4 formati da uomini, uno da donne, con 62 ospiti e con il più grande a via Murolungo, composto da 28. Il Cas di Sezze scalo, gestito dal Quadrifoglio, ospita 49 stranieri, perlopiù uomini nigeriani giovanissimi. Il totale - ha concluso l'assessore - è di 162 persone, tra Cas e Sprar». Lo stesso assessore, supportato dal sindaco, ha spiegato perché Sezze non era tra i Comuni firmatari del protocollo di intesa, assicurando che lo stesso è solo il culmine di un processo più lungo del quale l'ente ha iniziato a fare parte: «L'obiettivo dell'amministrazione su questo tema - ha concluso Lucarini - è quello di far attenzione al fenomeno, con un rapporto stretto tra ente e cooperative. Non necessariamente vigilanza, ma presa di coscienza della situazione attuale. Più un realtà viene emarginata, più si crea disagio e si creano situazioni poco chiare».