Il grido d'allarme sulla barriera che si è formata alla foce del fiume Garigliano, ora giunge anche dal casertano, i cui diportisti stanno subendo i disagi e le conseguenze per il muro di sabbia che si è formato. Dopo la richiesta di intervento di associazioni, titolari dei pontili e associazioni del Comune di Minturno, ora anche il gruppo consiliare di Generazione Aurunca ha presentato un'interrogazione al sindaco di Sessa Aurunca, inviata per conoscenza anche al sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, ma anche all'Autorità di bacino e all'ente Parco Roccamonfina-Garigliano. Gli amministratori sessani, Alberto Verrengia e Mario Truglio, oltre ad allegare le foto eloquenti della situazione che si è venuta a creare, fanno riferimento ad una disfunzione idrogeologica, che ha ristretto la foce del fiume sino ad un limite estremo.
Gli esponenti di Generazione Aurunca hanno aggiunto che anche l'esistenza di secche appena dopo l'accesso al mare, il fiume non è più praticamente navigabile in alcuni punti. «Da numerose testimonianze - continua l'interrogazione - risulta che le barche si arenano sistematicamente presso le secche, causando danni agli stessi natanti, ma anche seri pericoli per gli occupanti. Il fenomeno di occlusione della foce è stato accelerato, presumibilmente, dalle condizioni climatiche di questa estate ed è in via di peggioramento quotidiano».
I componenti del gruppo consiliare, nel chiedere quali iniziative intende intraprendere l'ente, ribadisce che eventuali precipitazioni potrebbero provocare danni alle zone adiacenti. La mobilitazione sul versante casertano costituisce un fatto positivo, in quanto lo stesso Comune di Sessa Aurunca potrebbe supportare Minturno, che nonostante si sia attivato, per ora non ha ricevuto segnali incoraggianti. Servirebbe una conferenza dei servizi con diciassette enti da convocare per trovare una soluzione ad un problema che, se non verrà risolto, costituirà la morte economica e occupazionale del fiume Garigliano, visto che saranno pochi i diportisti disposti a ormeggiare i natanti su un fiume dal quale è difficile uscire in mare. Ma, a quanto sembra, la cosa non sembra interessare le istituzioni preposte, alle quali sarebbe opportuno ricordare che qualche anno fa, una giovane ragazza di Minturno ha perso la vita. L'imbarcazione sulla quale si trovava ha dovuto effettuare una manovra, che, purtroppo, ha sbalzato in mare la giovane, rimasta ferita mortalmente dall'elica del motore. Ormai la stagione estiva è passata e vedremo se da qui a giugno prossimo la burocrazia italiana sarà in grado di risolvere la questione.