Dottor Cianni, si dice che il tomografo ibrido Pet Rm non si può installare a Latina perché non rientra nel Piano regionale Pet. E' così?
«Non è vero. Il Piano regionale Pet fu istituito dall'assessore Verzaschi nel 2005 e prevedeva l'installazione di 7 Pet in tutto il Lazio e soltanto all'interno di strutture pubbliche. Quel Piano è stato poi annullato dalla stessa Regione il 15 luglio 2014 che ha liberalizzato l'installazione di qualsivoglia attività sanitaria, purché realizzata nel rispetto dei vincoli di costruzione. Tanto è vero che oggi risultano in funzione 8 Pet in strutture pubbliche del Lazio e 4 in strutture private, l'ultima delle quali installata sei mesi fa».

Eppure la proposta di rimodulazione del Centro di Alta Diagnostica di Latina parla chiaro, e dice espressamente che la Regione Lazio, a causa del piano di rientro dal deficit, non può autorizzare l'installazione di questa apparecchiatura.

«Questo non è possibile. Il Burl n.56 del 2014 dice esattamente il contrario, cioè che la Regione ha l'obbligo di autorizzare qualsivoglia attività sanitaria, Pet compresa, purché questa venga realizzata nel rispetto dei requisiti previsti dalla norma. La Regione può convenzionare o meno quell'attività, è sua discrezione, ma nel caso di Latina il Centro di Alta Diagnostica non ha mai chiesto alcuna forma di convenzione. Il suo scopo è soltanto quello di essere autorizzato; il sostegno economico e finanziario della creazione e gestione della struttura è a completo carico ella Fondazione».

E' stato detto anche che l'autorizzazione è stata negata per motivi di natura tecnica e procedurale.
«Nemmeno questo è vero. Le autorizzazioni tecniche dei diversi enti interessati, propedeutiche al rilascio dell'autorizzazione all'esercizio, sono state tutte conseguite. Occorrerà integrarle con eventuali ulteriori requisiti richiesti dalla Regione, ma questo è un altro paio di maniche».

L'intervista completa su Latina Oggi in edicola il 18 settembre 2017