L'epidemia di infezioni da Chikungunya è sotto il pieno controllo della direzione Salute della Regione Lazio. È questo quanto emerso nella riunione della commissione Sanità andata in scena ieri mattina alla Pisana, alla quale sono seguite le audizioni dei rappresentanti dei Comuni di Latina, Anzio e Roma per la gestione dell'emergenza che, a oggi, nel Lazio conta 65 casi di contagio, con la maggior parte di essi concentrati nella zona di Anzio.


In commissione
A parlare davanti ai consiglieri regionali dei diversi partiti è stato il capo della direzione regionale Salute, Vincenzo Panella, il quale ha chiarito che oltre ai 65 casi accertati ce ne sono altri 60 ancora in corso di analisi nell'ospedale "Spallanzani". Tra questi, non è escluso che possano emergere altri sieri infetti e, stando ad alcune previsioni fornite in riunione, la curva epidemica parrebbe destinata a crescere ancora un po' per poi stabilizzarsi nel giro di qualche giorno. Intanto, Panella ha evidenziato che il numero dei sieri in arrivo e da analizzare in ospedale è già diminuito sensibilmente, segno che la situazione sta volgendo verso un miglioramento.
«Abbiamo scongiurato uno stop generalizzato delle donazioni di sangue in tutta l'area metropolitana di Roma - ha poi aggiunto Panella - limitandolo, al momento, al territorio di Anzio e della Asl Roma 2».


Il briefing col capoluogo
Per conto del Comune di Latina, in audizione si è presentato il dirigente del servizio Ambiente e Protezione civile, Sergio Cappucci. A lui è stata confermata la presenza di tre contagi nel territorio pontino ed è stato chiesto conto degli interventi di disinfestazione messi in atto sul territorio. Il dirigente ha parlato sia del programma annuale che degli interventi straordinari disposti nelle ultime ore. «Una misura molto apprezzata dalla stessa Regione - si legge in una nota diffusa dall'ente - anche per la celerità di azione dell'amministrazione comunale di Latina».


Il colloquio con Bruschini
«La Regione Lazio, l'Istituto Superiore di Sanità, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, la Asl Roma 6, nella persona del direttore generale, Narciso Mostarda, hanno espresso pieno apprezzamento rispetto al piano d'intervento ordinario e straordinario, messo in campo dal Comune di Anzio, per affrontare la problematica delle zanzare infette». Sono state queste le parole pronunciate, a caldo, dal sindaco di Anzio - Luciano Bruschini - dopo l'incontro in Regione di ieri mattina. Bruschini - accompagnato dal capo di gabinetto Bruno Parente e dal dirigente del settore Ambiente Walter Dell'Accio, ha illustrato tutte le contromisure prese dal Comune per fronteggiare l'epidemia. «I nostri interventi sono stati confermati, in sede di riunione, dall'Istituto Zooprofillattico che, a nostra insaputa, dal 7 settembre era presente ad Anzio per monitorare il fenomeno e i nostri immediati trattamenti che, in totale accordo con gli enti preposti, proseguiranno fino a debellare il virus».
Da questa riunione, poi, è emerso che il "caso zero" della patologia è stato registrato in una persona arrivata ad Anzio dopo aver soggiornato all'estero, situazione simile agli ulteriori due primi casi registrati.


Il commento di Righini
Il primo a parlare delle riunioni di ieri è stato il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d'Italia, Giancarlo Righini, che aveva chiesto la riunione urgente della commissione: «I contagi, secondo la cabina di regia regionale, non sono pericolosi e causano influenze non letali. È pur vero che, alle domande relative al perché proprio solo in alcune zone di Roma e della sua provincia si siano manifestati questi focolai, la risposta non è stata chiara, ma in ogni caso si è trattato di un momento di confronto significativo».