Sulla creazione di una fascia marina di tutela nel comprensorio del Parco nazionale del Circeo sembrano esserci pochi dubbi sia da parte del Comune di Sabaudia che del Comune di San Felice Circeo. L'idea, inserita nel Piano del Parco, è in discussione in questi giorni in cui gli enti (e gli altri soggetti interessati) stanno formulando le proprie osservazioni alla procedura di Vas, la valutazione ambientale strategica. 

Stop alla pesca a strascico
A San Felice Circeo la commissione Urbanistica, Tutela ambientale e Lavori pubblici si è pronunciata in maniera chiara sulla proposta: tutti favorevoli. Presenti al vertice del 21 settembre i consiglieri Vincenzo Cerasoli, Luigi Di Somma, Rita Rossetto e Luciano Magnanti. Anche Stefano Capponi, che ha contattato telefonicamente il presidente della commissione - così nel verbale -, ha dichiarato di concordare con le determinazioni assunte. Nel corso della discussione, dicevamo, si è parlato anche dell'istituzione di una fascia marina di tutela delle zone più sensibili. Un provvedimento definito «opportuno», perché così si andrebbe a preservare l'integrità dei fondali «dalla pesca distruttiva operata con la tecnica dello strascico e delle turbo-soffianti». Spazio, insomma, alle reti da posta o ad altri sistemi non distruttivi ma selettivi, «eventualmente limitata agli operatori locali del settore».


Timori per il porto
A Sabaudia, invece, le osservazioni alla Vas sono state discusse nel corso del Consiglio comunale di ieri e approvate all'unanimità. Sono complessivamente 17 e tra queste si parla anche della «apertura del Parco verso il mare». I timori maggiori nel Piano riguardano l'ampliamento del Porto di Anzio, soprattutto per i rischi legati all'erosione costiera. Necessari invece il ripascimento degli arenili e il restauro morfologico del suolo dunale, perché c'è il rischio che altre opere foranee possano provocare «il crollo totale di alcuni tratti di duna».