Con molte probabilità il Comune di San Felice Circeo non parteciperà all'asta pubblica per la vendita di Torre Olevola, che è stata fissata per l'8 novembre. E questo per diverse ragioni, tra cui il costo (180mila euro il valore di partenza) e i vincoli legati alla dichiarazione del dissesto finanziario. Ma non solo: c'è anche da tener conto del caos attorno alla proprietà. La Fondazione "Gaslini" di Genova ritiene di avere tutta la documentazione, tra cui un atto notarile di compravendita del 1970, però al contempo un privato ne rivendica il possesso anche sulla scorta di un'ordinanza del Tribunale risalente al 2006. Una situazione, insomma, piuttosto ingarburgliata.
Il Comune di San Felice Circeo da qualche giorno a questa parte, cioè da quando è stata pubblicata la notizia della vendita, si è attivato per cercare di fare chiarezza e venire a capo di questa complessa vicenda. A seguire direttamente il caso, il delegato ai Beni culturali Angelo Guattari. È un'ipotesi sempre più remota, come si diceva, che l'amministrazione decida di partecipare all'asta. È invece sicuro che il Comune, come ribadito anche da Guattari, si impegnerà per la tutela dell'immobile: è un obiettivo primario. Questo anche perché parliamo di un edificio dichiarato di interesse storico dalla Soprintendenza.
L'asta pubblica, comunque, è stata fissata per l'8 novembre ed è previsto un rialzo per ciascuna offerta di (almeno) duemila euro. Si parte da 180mila euro.