Il trasferimento temporaneo dei bambini dalla scuola della Migliara 48 a Quartaccio a causa delle crepe sull'edificio non mette d'accordo la maggioranza e nella commissione Servizi sociali e Pubblica istruzione di ieri sono emersi degli attriti durante un botta e risposta tra Franco Pedretti e Maria Rita D'Alessio. Presenti nell'aula consiliare anche molti genitori degli studenti in cerca di risposte certe sul futuro delle due scuole. 

Ad aprire i lavori della commissione – presenti tra i componenti Coco e Battisti – è stato il presidente Pedretti, che ha espresso preoccupazione per il fatto che, a suo dire, si rischierebbe che quella di Quartaccio non sia una soluzione temporanea. «Si tratta di una scelta – ha aggiunto – che ha scontentato un po' tutti». Ed è proprio questa la questione che ha di fatto tenuto banco per circa un'ora, al netto ovviamente del discorso nel merito sulle problematiche del plesso della Migliara 48, del perché della chiusura e di futuri interventi. Il trasferimento a Quartaccio, determinato dalla "scoperta" di alcune crepe sul plesso della 48, non ha convinto Pedretti, mentre Battisti ha più volte sottolineato che per lui, in linea con il resto della maggioranza, è stata la scelta più idonea.
«L'attività amministrativa – ha ribadito il consigliere D'Alessio, delegata alla Pubblica istruzione – è stata incentrata sulla salvaguardia del diritto superiore della tutela degli interessi dei bambini. Ci siamo trovati ad affrontare una situazione imprevedibile e il plesso di Quartaccio ha rappresentato la soluzione più immediata e idonea».
L'assessore ai Lavori pubblici Bottoni ha ribadito: «È stato fatto un lavoro certosino e si tratta di una soluzione provvisoria. Domani – ha risposto al consigliere Coco che ha posto quesiti in merito all'inizio dell'anno scolastico per i bambini della 48 e sui tempi di riapertura del plesso chiuso – saranno consegnate le aule perché i lavori sono ormai conclusi. Voglio assicurare che gli interventi effettuati sull'edificio della Migliara 48 non hanno causato le crepe, che sono riconducibili al terreno incoerente su cui sorge e che comunque non hanno compromesso la staticità». Questa scuola potrebbe riaprire in primavera, a patto, però, che arrivino tutte le certificazioni, compresa quella del Genio civile.
Merita invece un discorso a sé il dato politico emerso dalla commissione, che evidenzia ancora una volta più di qualche attrito in maggioranza. Pedretti si è detto in disaccordo con la scelta di Quartaccio, prediligendo altre soluzioni come l'oratorio di Sant'Anna o la struttura dell'ex veterinaria di Mesa, per la quale, però, Battisti ha ribadito che è stato dato indirizzo per destinarla all'emergenza abitativa. E a quel punto ne è scaturito un botta e risposta con D'Alessio, capogruppo di CondividiAmo Pontinia, la lista che ha portato all'elezione del sindaco Medici. «L'oratorio non è più una scelta idonea, né tanto meno Mesa. Mancano le certificazioni. Portami qualche carta – ha detto a Pedretti – che certifichi che in 3-4 mesi quell'edificio possa essere idoneo a ospitare i bambini, perché altrimenti queste sono parole al vento». «Se Mesa fosse stata idonea, oggi non si sarebbe posto il problema. Questa scelta – ha detto Pedretti – non la condivido». «In questo modo metti in discussione l'operato della maggioranza e, a dirla tutta, - ha rincarato D'Alessio – non comprendo neppure la convocazione di questa commissione visto che non è in discussione una proposta di delibera da portare in Consiglio comunale». «Le idee possono anche essere differenti, ma è opportuno che la gente conosca le posizioni di ciascuno», ha risposto Pedretti. Alla fine la pace è stata ritrovata. «Uno scambio democratico di idee». Almeno così è stato definito.
Decisamente meno agguerrite si sono rivelate le persone su cui ricade direttamente la scelta amministrativa, ossia i genitori degli studenti. Anzi, questi hanno ringraziato l'opposizione per aver chiesto la convocazione della commissione e tutti i partecipanti per aver fornito delle risposte chiare e puntuali rispetto alle tante voci che da settimane si continuano a rincorrere. Segno che il problema, forse, è più politico che altro.