Si chiama "La Biblioteca di Babele" e prende il nome dalla leggendaria Torre di Babele (l'antica Babilonia), per la quale secondo la Bibbia Dio decise di confondere le lingue. Sì, perché ora nella biblioteca "Olivetti" di Terracina è nato uno scaffale multiculturale, che il Comune ha voluto proprio per «favorire la conoscenza e lo scambio reciproco tra culture», elaborando un elenco di libri prioritari, a seconda delle richieste che arrivano dagli utenti. Libri di questo tipo già esistono.

La biblioteca di Terracina è una delle più fornite della provincia. Ma ora l'obiettivo è «ncrementare il patrimonio documentario dello "scaffale multiculturale" con ulteriori libri e periodici, attinenti la lingua, letteratura, storia, tradizioni delle Comunità straniere maggiormente presenti sul territorio comunal. Si pensa soprattutto alla comunità indiana, bengalese e pakistana, ma anche nordafricana, tutte in molti casi da decenni presenti in città, con le giovani generazioni ormai di lingua italiana ma non estranee alla loro cultura d'origine.

Il finanziamento per l'acquisto dei libri arriva dal contributo regionale previsto dalla legge 42 del 1997, in questo caso relativo al piano del 2011. Sono giunti a Terracina 1.640 euro circa, a cui il Comune ha aggiunto un integrazione dal proprio bilancio del 10%. Si è proceduto così all'acquisto di volumi dalla libreria di Candileno Pasquale di Sermoneta, In tutto quasi duemila euro di libri che arriveranno presto nello scaffale multiculturale, ad arricchire l'offerta di lettura come si conviene a una biblioteca moderna e al passo coi tempi.