È davvero un momento difficile quello che stanno vivendo le strutture sportive pubbliche a Priverno. Dopo il distacco di acqua, luce e gas dagli impianti sportivi di San Lorenzo - campo da calcio e campi da tennis - viene segnalata la drammatica condizione in cui versa il pallone tensostatico. In verità quella struttura si trova tra il campo da calcio "San Lorenzo", il Tennis club "Raniero Oliva", la scuola primaria dell'Istituto comprensivo "Don Andrea Santoro", plesso di San Lorenzo, e la scuola media dell'Istituto comprensivo "San Tommaso d'Aquino", ospitata nel plesso di via del Montanino. In passato, in quel pallone tensostatico vi si potevano svolgere le attività fisiche da parte dei bambini delle scuole, ma veniva anche utilizzata da società sportive e privati cittadini. Calcetto, pallavolo, pallacanestro e tennis erano gli sport più praticati al suo interno. Da qualche anno, invece, versa in condizioni che definire pietose è un puro esercizio di retorica. La porta di accesso è stata completamente sradicata, così come una piccola finestra. Inoltre, presentata squarci - almeno tre di considerevoli dimensioni - che consentono anche ad animali randagi di trovarvi ricovero. In realtà, però, secondo voci che corrono con una certa insistenza in paese, lì dentro si ritrovano spesso giovani tossicodipendenti che, in più di qualche circostanza, vi lasciano anche siringhe adoperate. Ma, da un sopralluogo fatto proprio in questi giorni, è emerso che dentro alla tensostruttura - o quel che di essa rimane - c'è anche dell'altro. La pavimentazione, dove pure emergono le linee traccianti dei campi da tennis, pallavolo, pallacanestro e calcetto, è ricoperta da diverso materiale abbandonato. È vero che quell'opera è stata utilizzata da scolaresche e privati in periodi con particolari inclemenze atmosferiche, ma è altrettanto vero che rimane una struttura gestita dal Comune di Priverno. Insomma, un bene collettivo che è stato fatto morire poco a poco. Sarebbe opportuno che chi di dovere disponesse quanto prima un sopralluogo di tecnici ed esperti e prendesse poi le opportune decisioni per riattivare la struttura.