Nella sequenza di dati economici positivi, molto timidi ma concreti, che stanno accompagnando questo autunno si aggiunge il rapporto di Confartigianato sulla diminuzione del numero dei giovani che non lavorano né studiano, pari al 23,8% lo scorso anno e scesi al 22,5% nel 2017.
Appena un punto percentuale separa le due statistiche. Ciò nonostante in una provincia con tassi di disoccupazione molto alti è l'inversione di tendenza che si aspettava.
«Va detto che esiste un ruolo determinante della piccole imprese - sottolinea il direttore di Confartigianato, Ivan Simeone - ossia quelle che contano fino a 50 addetti, pari a oltre l'ottanta per cento del totale degli occupati, 81,9% per l'esattezza».
Le imprese artigiane in provincia complessivamente sono circa il 15,5% del totale in attività, ma rappresentano anche il segmento in maggiore difficoltà, continuano a nascere (due al giorno iscritte le 2016) ma vivono male perché alle prese con difficoltà di credito e tassazione, oltre a problemi burocratici.