Nessuno ne parla ma lo sanno tutti. Se uno domanda: ma tra cinque anni, come si farà? I dipendenti fanno spallucce. Ma lo spettro dei pensionamenti in corso già da qualche anno esiste. L'organico in forze al Comune di Terracina è su con l'età: anno dopo anno una vera e propria emorragia di dipendenti colpisce la pianta organica, senza che si possa fare nulla per rimpiazzare gli uscenti. I più giovani sono i "cantierisiti", quelli entrati coi cantieri-scuola nell'era Nardi. Per il resto, fioccano le messe a riposo che fanno risparmiare soldi. Ma di assunzioni non se ne possono fare. Niente nuovi concorsi, niente utilizzo di graduatorie vicine, tra i vincitori, gli idonei. Le infornate non arrivano. Se si escludono i 10 vigili urbani stagionali, assunti a tempo determinato, le assunzioni si fanno col contagocce e solo ex articolo 110 del Tuel, ovvero a tempo determinato e solo per la durata del mandato del sindaco. Tra il 2017 e il 2019 si perderanno, secondo l'allegato al fabbisogno triennale del Comune, 5 dipendenti. O meglio: le cessazioni contrattuali a tempo indeterminato saranno 18, mitigate solo da alcune assunzioni, tutte a tempo determinato, per la durata del mandato sindacale. Ma basta allargare l'orizzonte non a due anni, bensì a cinque, per arrivare al 2022 con il rischio che gli uffici rimangano vuoti. Sarà il governo nazionale a dover sbrogliare questa matassa. Altrimenti non ci saranno più custodi (già non ce ne sono abbastanza), istruttori amministrativi, geometri, impiegati.