Prima un documento sulla divisione degli spazi acqua, ora l'ok definitivo anche sulla ripartizione economica per la gestione a tre della piscina scoperta di via dei Mille. Sono passati tredici giorni da quando la struttura ha chiuso i battenti trovandosi in quel limbo temporale rappresentato dal periodo di gestione invernale nel quale l'ente non può accollarsi le utenze. I campionati di pallanuoto bussano alla porta e le due squadre reduci da un anno di pendolarismo in altre città, la Latina Pallanuoto di Francesco Damiani, con una squadra di serie A maschile, una squadra di serie B femminile e il settore giovanile, l'Antares nuoto di Bruno Davoli con la prima squadra in serie C e tutto il vivaio giovanile, hanno accettato tutte le condizioni del Comune. A latere della vicenda c'è anche L'Ambranuoto di Pellegrini che gestisce il nuoto agonistico e che in questa vicenda figura come semplice utilizzatore pur facendo capo al concessionario che ha in piedi il contenzioso con il Comune. Questa settimana Damiani e Davoli hanno incontrato l'assessore Capirci e hanno sciolto ogni remora sulle condizioni poste dall'amministrazionbe accettando la somma stimata dagli uffici per la gestione di tutto l'impianto e annunciando di prendersi carico totalmente di questi costi, giudicati onerosi ma divenuti l'unica strada per riportare in acqua le squadre agonistiche. «Per riportare la pallanuoto a Latina – spiega Francesco Damiani - abbiamo accettato tutte le condizioni poste dal Comune proprio perché ci è stato assicurato che questo era il passaggio necessario che avrebbe permesso di portare la convenzione nelle commissioni e in consiglio. Le società hanno fatto il loro dovere e sono in attesa, abbiamo accettato tutte le condizioni per rientrare dall'1 novembre in piscina, un tempo che ci permetterebbe di prepararci con gli allenamenti prima dell'inizio dei campionati». Ora la palla passa al Comune per mettere in piedi l' iter con il supporto di un parere legale e un percorso da avviare per questa gestione invernale nelle commissioni e in consiglio comunale. Proprio l'assessore che ha la delega del patrimonio, Giulio Capirci, aveva spiegato i termini della questione: dall'1 ottobre la gestione della open è passata nelle mani del Comune e l'unica soluzione per scavalcare il problema di costi insostenibili e ingiustificabili per le casse pubbliche sul fronte di un servizio privato e nelle more di un contenzioso complesso, era dividere i costi tra gli utilizzatori. «Nel caso arrivi la quadra tra le squadre - aveva detto l'assessore - apriremo una parentesi nella convenzione che consenta gestione ed utilizzo invernale alle tre società. Prima ci deve essere il loro accordo sui costi e dopo interverremo noi». Ora il prerequisito essenziale per andare avanti c'è e lo ribadiscono anche le squadre. «Solo il Comune può risolvere questa situazione, ci siamo messi nelle loro mani, noi con grande senso di responsabilità i nostri passi li abbiamo, un sacrificio economico per le tante famiglie coinvolte, per il vivaio e i ragazzi che fanno sacrifici per allenarsi per questo sport. Ad oggi abbiamo il settore giovanile fermo e distribuito su varie piscine che sta aspettando prima di iscrivere, vuole capire se lo farà a Latina oppure altrove».