E' una matassa difficile da districare quella dei rapporti tra Comune e Ipogeo per la gestione del cimitero cittadino, un rapporto sul filo dei rischi per il concessionario che doveva essere a costo zero per il Comune ma che fino ad oggi avrebbe prodotto invece debiti, loculi provvisori costruiti in emergenza e molti interrogativi senza risposte. Era stata per prima l'Anticorruzione a dirlo a chiare lettere e a censurare la gestione della vicenda su cui pesa anche un contenzioso da 14 milioni di euro. Poi sulla scorta di quel pronunciamento si è mossa anche la Finanza, che mesi fa ha acquisito tutta la documentazione relativa al contratto di gestione e di ampliamento di cimitero da parte di Ipogeo Latina, a partire dalla convenzione stipulata l'11 marzo del 2009 fino agli ultimi atti. Oggi la situazione si è cristallizzata come anche tutte le pendenze dovute ad Ipogeo, compresa la tassa sui loculi, quel tributo contestato sin dall'inizio che mantiene in piedi l'equilibrio economico finanziario. In piedi c'era anche quel milione di euro che il Comune ha corrisposto ad Ipogeo per le due annualità (le altre sono oggetto di contenzioso) delle spese 2009-2010 e 2010-2011 e che toccano da vicino la tassa ricadente sulle 30mila sepolture del cimitero prevista nel contratto. Chi paga i 18,50 euro annui per la manutenzione delle sepolture? Finora è stato il Comune e solo negli ultimi anni stanno provvedendo i cittadini con i bollettini o al momento della regolarizzazione dei contratti. Stanno arrivando proprio in questi giorni i bollettini a tutti i cittadini intestatari di loculi dei propri defunti per le annualità 2014-2015 e 2015-2016, 37 euro totali che si moltiplicano a seconda di quante tombe ha in carico una famiglia. Il nodo nasce perché il Regolamento di Gestione prevede che sia il comune che deve pagare ad Ipogeo le spese di manutenzione, se non lo fanno i proprietari.