"Siamo orgogliosi e fieri di esser riusciti a ottenere una consulta cittadina per la tutela e la sensibilizzazione delle persone in situazione di handicap nella nostra città". Si apre così l'intervento di Barbara Tamanti, eletta presidente della Consulta in occasione della prima riunione della stessa.

"Una parte della cittadinanza che vive ai margini, quasi con pudore la propria condizione e spesso sola, merita di veder portate all'attenzione dell'opinione pubblica le difficoltà del quotidiano e allo stesso tempo di far conoscere quello che la legge sancisce in materia di inclusione sociale. Questo è un contributo notevole all'avanzamento culturale di Ardea. La consulta ha inoltre come scopo quello di proporre e collaborare con l'amministrazione, con la quale vuole instaurare un'interlocuzione utile al miglioramento della qualità di vita delle persone disabili e loro famiglie. Chiaramente siamo consapevoli dei limiti economici imposti, da Stato e regioni - ha aggiunto Tamanti -, ma restiamo convinti che la buona volontà e la conoscenza del tema possano dare uno scatto alla buona politica. Restiamo realisti, quindi, in merito alle risorse economiche a disposizione, ma le risorse umane di attenzione e cura verso la parte più fragile della popolazione non costano soldi, ma possono contribuire a compiere una inclusione sociale di rilevanza, a cominciare dall'accettazione sociale e dalla presa d'atto che sono molte le famiglie che vivono questa difficile realtà e non possono continuare a sentirsi sole. L'obiettivo - ha concluso - è quello di aprire alla partecipazione ad altri cittadini e associazioni di settore per istituire un vero e proprio gruppo di rappresentanza e confronto".

Nella medesima riunione, quale vice di Barbara Tamanti è stato eletto Bruno Buratti e si è registrato anche l'intervento dell'assessore alle Politiche sociali del Comune, Graziella Maracchioni: "Vista l'importanza dei lavori che potranno scaturire dalla Consulta stessa, l'amministrazione auspica una fattiva collaborazione finalizzata al superamento di ogni ostacolo nella vita sociale di chi ha disabilità. Inoltre, crediamo come sia necessario mettere in atto progettualità inclusive e collaborative con le attività socialmente utili che si trovano sul territorio comunale".