Il primo novembre 2017 saranno trascorsi 1910 anni dal martirio di Cesareo, patrono di Terracina, santo venerato in tutto il mondo, la cui storia è culminata, nella migliore tradizione agiografica, col martirio del primo novembre del 107 d.C. Venne gettato da Pisco Montano, quando ancora a Terracina si veneravano gli dei e lui, giovane convertito al cristianesimo, è arrivato in città dal Nord Africa a causa di un nubifragio. Era diretto a Roma, ma decise di restare nella città del Tempio di Giove, per combattere le ingiustizie e le crudeltà pagane.

La data non passerà inosservata nella città che custodisce la sua storia e i luoghi del suo sacrificio. E non passa inosservata nemmeno in altri luoghi del mondo. Il Cardinale Luis Antonio Tagle ed il rettore della Cattedrale dell'Immacolata Concezione in Manila, ad esempio, in occasione del 1910° anniversario del martirio di S. Cesario (107-2017), hanno esposto la nuova icona del santo accanto alla sua reliquia nel Battistero di San Giovanni Battista. Ma non solo. La nuova icona "Cesarius Diaconus", opera dell'artista Giovanni Guida di Cesa, è stata esposta nei musei, nelle cattedrali, nei santuari che custodiscono le reliquie e i frammenti e porzioni ossee del santo. Nel duomo di Napoli, il dente di Cesareo viene custodito gelosamente ed è stato "riscoperto" di recente. Esposto sull'altare, è una reliqua studiata a fondo, come ci ricorda un articolo de "Il Mattino". Le radici del dente, giovani e vuote, consolidano la tesi che Cesareo fu martirizzato in giovane età.