Sabato pomeriggio (21 ottobre 2017) si è aperta a Fossanova la "Porta dei Borghi Lepini", nell'ambito del Progetto regionale "Antichi Borghi Lepini sulla Via Francigena del Sud". C'erano i rappresentanti di tutti i soggetti promotori: dalla Compagnia dei Lepini (presidente Quirino Briganti), ai sindaci e agli amministratori dei Comuni di Priverno (Anna Maria Bilancia e gli assessori Sonia Quattrociocche, Domenico Stirpe e Angelo Delogu), di Amaseno (Antonio Como), di Roccasecca dei Volsci (Barbara Petroni e l'assessore Franca Petroni), di Maenza (Claudio Sperduti), di Cori (assessore Paolo Fantini), di Sonnino (vice sindaco Gianni Celani) e di Carpineto Romano (Matteo Battisti). Presente anche il vice sindaco di Prossedi, Riccardo Reatini, ancorché non aderente al progetto. I presidenti delle Pro Loco di Priverno (Nunzia Macci) e di Cori (Tommaso Ducci). E poi ancora l'arciprete della Cattedrale di Priverno, don Giovanni Gallinari, che ha impartito la benedizione, il parroco della Chiesa di Ceriara, don Giovanni Castellani, il parroco delle Chiese di San Cristoforo e Sant'Antonio Abate, don Titta Ficarola e, naturalmente, il nuovo parroco dell'Abbazia, padre Pablo. E ancora esponenti dei carabinieri, della polizia locale e della protezione civile. Gradito ospite il sindaco di Vallenhorst, città tedesca gemellata con Priverno, con una delegazione di insegnanti. Tutti gli intervenuti hanno insistito sul fatto che migliore location non poteva essere scelta per iniziare questo progetto, perché Fossanova è patrimonio di tutti ed è anche il luogo ideale per far partire un rilancio turistico e orientare i flussi di visitatori dell'Abbazia verso i centri collinari dei Lepini e degli Ausoni, ricchi di storia, arte, cultura, archeologia e gastronomia. Tutti i Comuni aderenti hanno fatto un passo indietro, per mettere in campo un progetto sistemico. Insomma, o si realizza uno sviluppo integrato o tutti avranno perso la battaglia per il rilancio di un territorio che sarebbe già dovuto decollare da tempo. In questo contesto un ruolo importante deve avere la stazione ferroviaria di Fossanova, per far sì che quel flusso turistico che lì arriva non volti più le spalle ai paesi collinari per orientarsi esclusivamente verso il mare. Impegnativo anche il lavoro della Pro Loco che deve trasformare un piccolo Pit in una vera Porta, attraverso un'operazione di marketing complessivo, che accolga, orienti, informi e veicoli i turisti.