Un settore paralizzato, impossibilitato di fatto a lavorare. Un "mare" di carte riempie l'ufficio tecnico di San Felice Circeo. Anzi, non solo. Mette persino a rischio la stabilità del piano. L'eccessivo carico di quei fascicoli «potrebbe causare un pericolo di crollo». Questo il succo della relazione tecnica svolta dal nuovo responsabile del settore e inviata al sindaco e alla giunta. Il quadro che ne emerge è impietoso. Non per responsabilità dei dipendenti, è bene sottolinearlo, visto che al momento vi lavorano soltanto dieci persone. E questa situazione, ovviamente, è un risultato cui si arriva dopo decenni di problemi irrisolti. 

Faldoni ovunque
«Tutti i locali interni al settore, ivi compreso i corridoi, sono saturi di fascicoli (faldoni) e/o pratiche singole depositate senza criterio e/o ordine e/o censimento». Questo è uno dei passaggi della relazione dell'ingegner Luca Cerbara, che evidenzia una situazione a dir poco problematica. A parlare chiaro sono i numeri, laddove disponibili. Basti pensare che le per il condono edilizio ai sensi della legge 45 del 1985 - per cui parliamo di 32 anni fa - ci sono 1403 pratiche da istruire ex novo e altre 1298 pratiche in lavorazione. E ci riferiamo a fatti risalenti - almeno - a tre decenni fa. Ovviamente non sono le uniche. Per la tutela ambientale sono in giacenza circa 800 pratiche edilizie. Per la segnalazione certificata d'inizio attività, tra il 2015 e il 2017, si sono accumulate (da istruire o completare) 257 pratiche; per le dichiarazioni d'inizio attività 256; per le comunicazioni d'inizio lavori sono 479. Il risultato è chiaro. «Alla luce di quanto sopra esposto emerge chiaramente che ad oggi il settore Urbanistica, Edilizia, Tutela e Ambiente, e ad interim servizio Demanio marittimo e Suap, del Comune di San Felice Circeo - scrive il responsabile - risulta essere quasi paralizzato e sommerso di numerosissime pratiche tecniche appoggiate ovunque e di ogni genere, peraltro inevase e senza alcun ordine di fascicolazione, il cui eccessivo carico potrebbe causare un pericolo di crollo dell'intero piano stesso». Un primo passo è stato compiuto con una riorganizzazione del lavoro, ma a breve seguiranno altri provvedimenti.


Archivio inesistente
Il digitale è ormai ovunque nella pubblica amministrazione. Ma non nell'ufficio tecnico di San Felice Circeo. L'archivio lascia a desiderare, tanto che - scrive il responsabile - lo stesso «non è regolarmente in funzione e/o correttamente gestito». Quattro le criticità rilevate: manca un'archiviazione per fascicolo unico, ci sono carte ovunque, in più parti e stanze, non c'è neppure un sistema di archiviazione su formato digitale. Il primo passo sarà mettere fisicamente ordine a questo mare di carte, provvedendo poi a digitalizzarle.
A farne le spese, oltre ai lavoratori, soprattutto gli utenti (e i tecnici). Alcuni dei quali costretti ad attendere tempi biblici per ricevere una risposta alle istanze.