Torre Olevola è da espropriare per realizzare lì il museo delle torri costiere di San Felice Circeo, del quale si parla da anni. Le intenzioni dell'amministrazione comunale sono state messe nero su bianco dalla Giunta Schiboni, che ha votato all'unanimità dei presenti la delibera di atto d'indirizzo.
Si ricorderà che la fondazione "Gaslini" di Genova, proprietaria dell'immobile acquistato negli anni Settanta dalla Fondi Rustici, ha messo in vendita l'edificio storico con la procedura dell'asta pubblica che parte da 180mila euro. Ma il Comune ha deciso di giocare d'anticipo con l'esproprio.
«Il complesso delle torri costiere di avvistamento costituito da torre Paola, torre Moresca (ora distrutta), torre Cervia, torre Fico, torre Vittoria e torre Olevola - si legge nella delibera di Giunta -, costituisce un esempio unico e irripetibile di architettura legata alle complesse vicende storiche del territorio di San Felice Circeo e del territorio pontino». In questo contesto, torre Olevola assume - se possibile - maggiore importanza perché dalla sua ultima edificazione, nel Settecento, non ha subito interventi di demolizione e di ricostruzione. «Pertanto costituisce un esempio integro di architettura storica».
Proprio per queste caratteristiche, il Comune di San Felice Circeo aveva esercitato il diritto di prelazione nel 2005, quando l'immobile era stato ceduto in una compravendita tra privati poi annullata dal Tribunale. Ora la Giunta municipale ha ritenuto che questo edificio sia «la sede più idonea» per realizzare un museo delle torri costiere. Un'idea di cui, come accennato, si parla da anni. Già un decennio fa il progetto era venuto alla luce, quando, in particolare, la Giunta - sindaco Cerasoli - aveva deliberato di dare il via alle procedure di esproprio di un'altra torre: torre Paola.
Tutte queste situazioni - si legge in delibera - determinano «un valido interesse pubblico, in quanto l'elevato valore storico e architettonico dell'immobile ne permette la facile fruibilità dei cittadini. Inoltre, l'interesse pubblico è preponderante rispetto al privato nella realizzazione dell'opera pubblica in questione rispetto all'utilizzo esclusivo del privato».
L'atto verrà trasmesso alla Soprintendenza quale comunicazione degli intendimenti dell'amministrazione, mentre al ministero per i Beni e le Attività culturali saranno richiesti l'emissione del decreto di pubblica utilità e il conferimento della delega e dell'autorizzazione al Comune a effettuare l'esproprio.