Le associazioni di consumatori lo segnalano da tempo: il contributo per le spese di mantenimento dei loculi che Ipogeo sta riscuotendo in questo periodo, retroattivo su tutte le concessioni prima e dopo il 2009 e riscuotibile anche sulle tombe acquistate e non ancora occupate, ha profili che andrebbero chiariti. A partire da quel 1 milione di euro che il Comune ha corrisposto ad Ipogeo per le due annualità (le altre sono oggetto di contenzioso) delle spese di mantenimento dei loculi 2009-2010 e 2010-2011 e che toccano da vicino la tassa ricadente sulle 30mila sepolture del cimitero prevista nel contratto. Chi paga i 17,50 euro annui per la manutenzione delle sepolture? Finora è stato il Comune e solo negli ultimi tre anni stanno provvedendo i cittadini con i bollettini inviati a casa o al momento della regolarizzazione dei contratti.
Ora anche l'Asso.Cons.Italia che a Latina ha sede in via degli Aurunci torna a chiedere risposte a Comune ed Ipogeo. «Agli utenti continuano a pervenire richieste di pagamento di 15 euro quale contributo annuale per il mantenimento del cimitero – scrive il presidente Daniele Mazzoli – già nella nostra richiesta dell'aprile 2015 chiedemmo conto del contratto con la relativa clausola in cui si rendevano edotti i consumatori dell'impegno di spesa annuale, copia della delibera nella quale si quantificavano i crediti che il Comune vanta presso i familiari dei sepolti e i criteri di ripartizione della somma». L'associazione allega alla sua nota anche l'ultimo documento che inchioda i due interlocutori, Comune ed Ipogeo, a valutare le proprie responsabilità in un percorso che lastrica il camposanto di Latina di interrogativi irrisolti e profili dubbi: si tratta dell'interrogazione parlamentare del senatore del Gruppo Misto Giuseppe Vacciano che a giugno 2017 ha chiesto un parere al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e al Ministero della Salute. Al primo dicastero è stato chiesto di verificare la legittimità della richiesta del canone annuo per le spese dei loculi nei confronti dei cittadini che hanno sottoscritto contratti relativi a sepolture al cimitero prima dell'avvento dell'Ipogeo, ribadendo dunque il principio della retroattività delle condizioni contrattuali, mentre al secondo è stato chiesto un parere sulla conformità del regolamento di polizia mortuaria rispetto alla normativa nazionale, «poiché approvato – scrive l'AssoconsItalia - in maniera meno condivisa e collegiale, e se possa, quindi ritenersi uno strumento attuativo pienamente legittimo». Scriveva Vacciano nel suo testo parlamentare: «L'unico regolamento citato in tutta la documentazione ufficiale relativamente al project financing per la gestione e l'ampliamento del cimitero è il regolamento generale della gestione cimiteriale, approvato dal consiglio il 22 dicembre 2008 in quanto allegato del progetto preliminare del solo ampliamento. Tale documento tra l'altro differisce sulle durate delle concessioni e sulla revoca delle concessioni perpetue dalle disposizioni individuate nel regolamento di polizia mortuaria del 1938, che seppure vetusto e non aggiornato, giuridicamente è l'unico che possiede legittima vigenza». Invece sulla tassa dei loculi Vacciano, ponendo dubbi sulla retroattività del tributo e sulle voci di spesa che lo compongono, sosteneva: «La decisione di Ipogeo di richiedere denaro, pur se con una veste istituzionale, anche a persone titolari di contratti esenti da questo obbligo, suscita forti perplessità sulla sostenibilità del Pef e sulla gestione dei flussi di denaro derivanti dal servizio di sepoltura che con l'avvento della gestione privata sono esponenzialmente aumentati». Aspetti attenzionati da tempo e su cui, già da maggio scorso, sta indagando anche la Guardia di Finanza su delega della Corte dei Conti.