L'asta per la vendita del compendio immobiliare del mercato ortofrutticolo di Fondi è stata sospesa. A deciderlo, la Corte d'Appello di Roma, che ha accolto le istanze dei legali della Imof spa.
La vicenda, si ricorderà, nasce da un contestato credito vantato dalla società Ibm e quantificato in poco più di 400mila euro. A fronte di questa cifra, ottenuto il titolo esecutivo, è finito all'asta l'intero compendio immobiliare per un valore complessivo di circa 25 milioni di euro. Questo mentre pendeva tra Ibm e Imof un altro contenzioso, promosso da quest'ultima società nei confronti della prima, per un presunto inadempimento contrattuale, con una richiesta di risarcimento di 2,2 milioni di euro.
Ora, anche se in sede cautelare, la Corte d'Appello di Roma ha deciso di sospendere il provvedimento esecutivo. «Sulla base della esperita consulenza tecnica, i motivi di appello (proposti da Imof) - si legge nel provvedimento - non appaiono manifestamente infondati». E ancora: «In ragione della obiettivamente elevata misura della condanna pecuniaria (circa 420 mila euro) si ravvisa il pericolo che sia pregiudicata la prosecuzione delle attività finanziarie, economiche e commerciali svolte nel complesso immobiliare del Mercato ortofrutticolo di Fondi poiché questo è stato oggetto di pignoramento ed è stata fissata la vendita degli immobili». «Allo stato, - scrivono in un comunicato congiunto inviato da Imof spa e Mof spa - si confida che l'intera procedura di vendita possa essere definitivamente sospesa dal Giudice dell'esecuzione atteso che la Imof si è già adoperata per transigere con gli altri creditori minori nel frattempo intervenuti nella procedura esecutiva Ibm».
Positivo anche l'esito di un'altra vicenda giudiziaria, quella che vedeva contrapposte le società Mof spa e Acqualatina. Il Tribunale di Latina ha annullato il decreto ingiuntivo azionato dalla società che gestisce il servizio idrico.
«Esprimiamo viva soddisfazione – ha commentato Enzo Addessi Amministratore di entrambe le società Imof spa e Mof spa – per le pronunce della magistratura che, oltre a riconoscere le giuste ragioni delle due società, contribuiscono a ridare serenità ai Soci, all'ambiente, alle Istituzioni, ai creditori veri e soprattutto agli operatori, giustamente preoccupati dall'incalzare di queste vicende proprio nel momento in cui essi stessi, unitamente al management dell'Ente Gestore e alle loro associazioni di categoria, sono impegnati a produrre il massimo sforzo per superare la crisi strutturale del settore».