La variante speciale per il recupero urbanistico del nucleo edilizio "Pedemontana" di Fondi a breve diventerà realtà. Il Consiglio comunale ha approvato nei giorni scorsi la presa d'atto dell'analisi del territorio, che finalmente, dopo due secoli di sopralluoghi e perizie, potrà avere regole certe anche per quanto riguarda la pianificazione e dunque la dotazione di servizi e infrastrutture.
La genesi
Nell'analisi del territorio redatta dall'ingegnere Giuseppe Cavone si parte dagli inizi. Da come si sia formata la «massa demaniale» del Comune di Fondi. Il primo atto citato è del 1809, una sentenza della commissione feudale presso la quale promossero azioni contro l'ex feudatario, il principe Vincenzo de Sangro, le Università di Fondi e di Monticelli. Già un'ottantina di anni dopo una verifica dei demani montuosi effettuata dall'agente Modesto Del Gaudio riscontrò una serie di occupazioni di terreni da parte di «asseriti coloni» che però non erano stati in grado di esibire gli antichi titoli che ne avvalorassero la proprietà. Furono svolte delle conciliazioni e a distanza di poco ce ne furono altre. Ma la situazione rimase comunque piuttosto complessa. Almeno fino al 1922, quando furono legittimate parecchie occupazioni. Attualmente solo pochi lotti appartengono al demanio civico della collettività di Fondi. Alcuni risultano edificati (e per essi di procederà all'alienazione), altri, invece, risultano in parte non edificati. «La modesta compromissione delle terre civiche, peraltro già occupate e in parte edificate, dalla variante in oggetto, risulta compatibile - scrive il perito - con la grande estensione del restante demanio civico».
La sistemazione
Il Comune di Fondi dal 2016 sta lavorando per arrivare all'approvazione di una variante speciale, prevista dalla legge 28/1980, che porti alla sistemazione dei nuclei edilizi abusivi. L'obiettivo è quello di arrivare a un «razionale inserimento territoriale e urbano», provvedendo a dotare l'area di una «adeguata urbanizzazione primaria e secondaria» e andando anche a disciplinare l'edilizia esistente e un suo eventuale completamento. La procedura, con la presa d'atto dell'analisi dal territorio avvenuta in Consiglio il 31 ottobre, è giunta ormai alle battute finali. Tanto che l'assise, infatti, ha dato mandato ai competenti uffici di completare l'iter previsto da legge «per la definitiva approvazione della variante». La fine di una situazione caotica che si protrae da due secoli.