"Sul dimensionamento scolastico abbiamo effettuato diversi incontri con i dirigenti scolastici e le associazioni sindacali. La proposta da noi presnetata è stata ampiamente condivisa". Lo afferma con una nota il Comune di Latina ed in particolare l'assessore alla Scuola Antonella Di Muro. Nota di precisazione che arriva a 48 ore dalla conferenza stampa del dirigente scolastico dell'istituto Cena che contestava l'accorpamento deciso dall'amministrazione con l'istituto Alessandro Volta. L'assessore Di Muro e il Comune ribadiscono anche che la soluzione alternativa, più volte sottolineata dalle opposizioni in questi giorni, cioè l'accorpamento tra gli istituti Tasso e Volta, ma l'ipotesi è stata "clamorosamente bocciata dai sindacati per l'eccessivo affollamento che creerebbe". 

Ecco la nota integrale del Comune: "In occasione dell'approvazione da parte della Giunta della delibera sul dimensionamento scolastico, l'Assessorato all'Istruzione precisa che in merito alle proposte di razionalizzazione avanzate dall'Amministrazione comunale sono stati effettuati diversi incontri con i dirigenti scolastici degli Istituti Comprensivi, con i sindacati di categoria, con l'Ambito Territoriale della provincia di Latina (ATP) alla presenza della Dirigente, con la Commissione Cultura, Scuola e Sport.

Tenuto conto delle Linee guida della Regione Lazio sulla programmazione della rete scolastica (deliberazione n.644 del 12/10/2017) pubblicate di recente; trascorsi i 5 anni per determinare la stabilità del numero di alunni e del relativo organico docenti; tenuto conto dell'analisi del territorio, della componente numerica e dei dati statistici delle iscrizioni oltre che dei pareri dei singoli Consigli d'Istituto, l'Amministrazione è intervenuta sugli Istituti che hanno registrato le maggiori criticità, ovvero i Comprensivi Volta e Cena.

L'Amministrazione ha preso in considerazione anche l'accorpamento dei due Istituti Tasso e Volta, più volte richiamato in questi giorni sulla stampa, ma l'ipotesi è stata clamorosamente bocciata dagli stessi sindacati per evidente sovradimensionamento (si sarebbe venuto infatti a creare un macro Istituto di 1.700 alunni) e per la riduzione degli Istituti da 12 ad 11. Si riconosce l'impegno profuso nel 2011 che produsse la delibera n.200 del 21/10/2011, delibera di cui la Regione Lazio tuttavia non tenne alcun conto ribaltando quanto proposto dall'ex Assessore Sovrani che prevedeva 10 Istituti Comprensivi a fronte dei 12 istituiti dalla Regione. Sull'argomento è stata presentata un'interrogazione da discutere in question time alla quale l'Assessorato all'Istruzione risponderà puntualmente e nella sede prevista".