Nelle scorse ore, la Giunta comunale di Pomezia ha approvato la variante al Piano particolareggiato esecutivo del comprensorio industriale D, al fine di realizzare - tra le varie cose - la nuova strada di collegamento tra la Pontina e via dei Castelli Romani, viaggiando in modo complanare alla 148 fin dal sottopasso di via Spaventa, nei pressi dell'hotel Selene.
«La variante - ha sottolineato l'assessore Giuliano Piccotti - consente di migliorare il progetto approvato nel 2007 con opere importanti per la città. Sarà finalmente realizzata un'arteria stradale che collegherà la complanare di via Pontina all'altezza del sottopasso di via Spaventa fino a via dei Castelli Romani, altezza della sede Asl, per una lunghezza di circa un chilometro. Questo consentirà di alleggerire il traffico attuale sul bivio di via Roma/via del Mare e sarà una fondamentale alternativa per l'ingresso e l'uscita dalla città. Inoltre è stata prevista la realizzazione di una rotatoria per la fluidificazione del traffico proprio in prossimità dell'incrocio tra la nuova strada e la complanare di via Pontina. Il progetto, che interessa 54.000 metri quadrati di territorio, prevede la realizzazione di circa 6.000 metri quadrati di area adibita alla logistica, circa 3.000 di area per il terziario avanzato, circa 6.000 di area commerciale: un impulso importante per lo sviluppo economico e occupazionale della città». Queste le cifre dell'intervento: ben venti milioni di euro che saranno interamente stanziati dal privato, con un milione e mezzo che sarà dedicato alle sole opere pubbliche.

«La variante risponde ai principi dell'interesse pubblico - ha aggiunto, infine, il sindaco Fabio Fucci - Prevede infatti, oltre alla nuova strada, la cessione da parte del privato di 1.500 metri quadrati di aree a verde pubblico e la risoluzione definitiva dell'annoso problema dell'allagamento del sottopasso di via Spaventa. Continuiamo a lavorare sul versante di un'urbanistica che mette il benessere della città e dei cittadini al primo posto: oggi Pomezia non è più il territorio delle speculazioni edilizie, ma una città in cui l'amministrazione comunale dialoga con i privati per ampliare gli spazi pubblici, come i parchi e i giardini, per implementare le opere pubbliche, come le strade e i parcheggi, per recuperare e valorizzare le aree degradate e abbandonate».