I genitori della scuola di piazza Dante annunciano per martedì prossimo, 14 novembre, alle ore 10 una manifestazione pacifica di protesta contro la delibera della giunta Coletta che ha disposto il ridimensionamento scolastico per il prossimo anno. I genitori  della scuola, rientrante all'interno dell'istituto comprensivo Giovanni Cena, respingono con decisione l'accorpamento della scuola di Piazza Dante nell'istituto comprensivo Volta. Secondo i genitori, che hanno avviato anche una raccolta di firme, l'accorpamento andrebbe ad intaccare una serie di progetti didattici già avviati dagli alunni.

In sostegno della protesta si schiera anche Fratelli d'Italia-An con il dirigente comunale Antonio Capozzi: " L'accorpamento del Plesso di Piazza Dante all'Istituto Volta ci vede fermamente contrari. In questo modo non solo si interviene in maniera "pesante" sull'assetto del dimensionamento scolastico territoriale, ma vi sarebbero anche ripercussioni didattiche su tutti i progetti in essere strutturati con criterio "verticale", vale a dire rivolti ad alunni di classi di diverso ordine e grado. Oltre la fredda logica dei numeri, e l'Istituto Cena è in linea con i criteri Regionali quanto ad iscrizioni, la qualità e la continuità didattica dovrebbero essere un parametro altrettanto fondamentale prima di operare scelte tanto incisive su una comunità scolastica. Così come sembra evidente che l'Amministrazione abbia deliberato in questa direzione senza aver valutato in maniera preventiva la sperequazione che si andrebbe a creare sul numero di iscritti nel medio-lungo periodo, la qual cosa richiederebbe un nuovo intervento sul dimensionamento con ulteriori scompensi per la continuità didattica. Senza dimenticare che nemmeno i criteri di prossimità giustificano il provvedimento deliberato dalla Giunta.  Ciò che convince ancora meno sono i metodi con cui l'Amministrazione procede nel portare avanti i provvedimenti: nessun ascolto delle parti in causa, nessun confronto con i dirigenti scolastici, con il corpo insegnanti o con i rappresentanti dei genitori. Sarebbe bastata almeno un'audizione in una seduta della commissione competente con le parti in causa per conoscere tutti i punti di vista e lavorare ad una soluzione condivisa, piuttosto che calare le decisioni dall'alto. Il dubbio è che si siano privilegiati gli interessi di parte di chi, all'interno della maggioranza, ha una manifesta incompatibilità nell'indirizzare scelte sulla materia piuttosto che dare seguito alla normale dialettica istituzionale ed amministrativa. É inaccettabile che un bene collettivo e di primaria importanza come la scuola sia assoggettato a logiche politiche di parte secondo la convenienza, o i suggerimenti del momento. L'amministrazione comunale ha perso un'altra occasione per dimostrare di essere aperta al confronto mortificando la partecipazione dei cittadini, famiglie interessate, delle figure professionali quali personale Ata, insegnanti e dirigenti scolastici, ai processi di decisione preferendo il centralismo democratico. Auspichiamo che l'interrogazione a risposta immediata presentata dai Consiglieri comunali di Fratelli d'Italia, già dieci giorni fa, ottenga una risposta in aula e non cada nel dimenticatoio".