Una sede con evidenti problemi strutturali, personale sottodimensionato e totale mancanza di un sistema informatico che renderebbe il lavoro più semplice ed immediato per tutti, sia per i dipendenti che per i cittadini. È questo lo Sportello Unico delle Attività Produttive raccontato dagli stessi dipendenti durante un tour all'interno della struttura di via Varsavia, le cui problematiche vengono evidenziate dal sindacato Csa, rappresentato dal segretario provinciale Gennaro Tschabold.
Pochi dipendenti e lavoro extra
Uno dei problemi più evidenti vissute all'interno dello Sportello, il quale deve interfacciarsi quotidianamente con le richieste di apertura o cessazione di attività commerciali, nonché richieste di fiere, feste e così via, è il numero di dipendenti. Dentro la struttura di via Varsavia, una ex scuola, ci sono solo 22 lavoratori su 49 totali. Tutti hanno un'età media di 60 anni. «Sono tutti in trincea, di fronte al pubblico - spiega Tschabold - mentre i dirigenti si fanno vedere poco o per niente». La questione, come sottolineano i dipendenti di sempre e dal segretario Csa, è anche legato al fatto che manca la figura specifica di un dirigente che si dedichi solo e soltanto al Suap: «La responsabilità è stata sempre attribuita come delega a figure dirigenziali che si occupano di tutt'altro e che hanno altre competenze». E i 22 dipendenti devono quotidianamente fronteggiare una folla di cittadini che chiedono autorizzazioni, spesso diventando anche vittime di atteggiamenti aggressivi