Si alternano acqua e benzina, sul fuoco che il rapporto Ermes ha appiccato sul tema dell'assenteismo a Terracina. Dura la replica del sindacato Cisl Fp di Latina alle accuse mosse da gruppo locale di Noi con Salvini ai dipendenti comunali, accusati di usare l'orario di lavoro per svolgere faccende private. Il segretario Enza Del Gaudio, pur non nominando mai Ncs, invita ad abbassare i tonri. Esprime «stupore» per le «accuse generiche» mosse ai dipendenti: «Dobbiamo con amarezza constatare che negli ultimi anni la politica, sia nazionale che locale, al fine di coprire le proprie inefficienze ed incapacità, ha scaricato le responsabilità sui dipendenti pubblici, attraverso slogan populistici», scrive Del Gaudio. «La CISL FP Latina ha sempre accettato le sfide per il miglioramento dei servizi da erogare ai cittadini, non abbiamo, e non lo faremo mai, difeso chi rallenta, blocca o risponde a logiche diverse da quelle dell'interesse pubblico». Ma, aggiunge il segretario di Cisl Fp «gli esponenti politici, per il ruolo istituzionale ricoperto, hanno l'obbligo di denunciare tali comportamenti, non sulla stampa, ma nelle sedi giudiziarie competenti, altrimenti loro stessi incorrerebbero in gravi responsabilità personali, anche di carattere penale». Stia attenta, insomma, la politica a non continuare a sparare nel mucchio. Chi sbaglia, dovrà pagare, continua Del Gaudio, « Nessuno però, neanche il politico, si può permettere di accusare, esporre al pubblico ludibrio, creando nell'opinione pubblica un'immagine negativa e di fannullonismo di tutti i dipendenti comunali, un atteggiamento che riteniamo sbagliato anche per la stessa sicurezza dei dipendenti, soprattutto quelli che svolgono servizi in front office». Cisl è favorevole a sedersi intorno a un tavolo per migliorare l'erogazione dei servizi, «ma con la necessità di non scendere ad esternazioni di questo tipo che potranno forse portare qualche voto in più, ma non creano di sicuro i presupposti per corrette relazioni sindacali». 

Intanto Gioventù Nazionale difende il sindaco Nicola Procaccini dagli attacchi non di Noi con Salvini, ma del Pd: «Il rapporto (Ermes, ndr) riguarda il 2015, cioè l'anno caratterizzato per 8 mesi dal regime commissariale, prodotto dell'irresponsabilità anche del PD», scrive il coordinamento guidato da Enrico De Felice. «È quindi semplicemente insensata e ridicola la richiesta di dimissioni del sindaco». Pronti gli attacchi alle politiche del lavoro del goveno Renzi, con «la disoccupazione giovanile, che negli anni del loro governo "abusivo" è aumentata fino ad arrivare al 40%. Il loro "fiore all'occhiello", Garanzia Giovani, è una misura che legalizza lo sfruttamento». Condanna anche al «becerume social in stile "grillino" produce in quantità verso tutti i dipendenti senza distinzione, frutto  del qualunquismo e dei luoghi comuni che decenni di cattiva politica, inefficienze, impunibilità ed egoismo sociale».