È in atto, in tutto il Paese, su iniziativa di Trenitalia, il recupero dei tracciati ferroviari dismessi. L'obiettivo è quello di utilizzarli, a seguito di interventi mirati, come percorsi ciclo-pedonali di straordinaria suggestione ambientale. In questo contesto si inserisce anche l'utilizzo delle vecchie case cantoniere, naturalmente con diramazioni verso località particolarmente attraenti, con la speranza di dar vita ad un rilancio turistico del territorio. Tra i vecchi tratti ferroviari dismessi è inserito anche quello relativo alla ferrovia Velletri - Cori - Sermoneta - Sezze - Priverno - Sonnino - Fossanova - Terracina. Un'idea interessante e da sviluppare, ancorché non nuova, considerato che diversi anni fa un progetto del genere fu già messo in cantiere dalla XIII Comunità montana con sede in Priverno. Trenitalia concede in uso gratuito le aree di sedime di proprietà demaniale ai Comuni che ne faranno richiesta. Il tratto considerato si estende per circa settanta chilometri ed entrò in esercizio nel 1892. Ora, per discutere la realizzazione di una pista ciclo-pedonale, con diramazioni a Sermoneta, Monticchio e Ninfa, è stata convocata una riunione con l'assessore alle Politiche del territorio e Mobilità, Michele Civita, della Regione Lazio, alla quale parteciperanno anche i consiglieri Enrico Forte e Rosa Giancola, cui sono stati invitati i sindaci dei territori convocati, capitanati dal presidente dell'ente montano lepino e ausono, Onorato Nardacci. L'appuntamento è per il 18 dicembre, alle ore 11, in via del Giorgione, sede dell'assessorato alle Politiche del territorio e alla Mobilità. Naturalmente, i Comuni interessati e la XIII Comunità montana dovranno produrre, nella circostanza, un'adeguata documentazione sui progetti realizzati o programmati sulla realizzazione di percorsi comunali ciclo-pedonali da inserire nella rete di raccordo con il tracciato dell'ex sedime ferroviario o indipendente da esso. La possibilità che il progetto vada in porto è legata anche al fatto che leggi nazionali e regionali indicano la mobilità urbana ciclo-pedonale come sviluppo del trasporto eco-sostenibile e come richiamo turistico di queste infrastrutture.