Riflettori accesi sul fenomeno del bullismo e della sua versione 2.0, il Cyberbullismo, sono al centro dell'iniziativa promossa dall'istituto Galilei Sani di Latina. Domani e lunedì, dalle 10.30 alle 13, la scuola del capoluogo si rivolgerà ai docenti, genitori ed alunni attraverso il convegno "Bullismo e percezione della Legalità", una due giorni di interventi che vedrà diversi relatori alternarsi nell'aula magna dell'istituto.
Tra i relatori della prima giornata ci sarà anche la criminologa e opinionista Roberta Bruzzone, invitata a discutere del tema insieme alla dirigente scolastica Laura Pazienti, forte sostenitrice di numerose attività per sensibilizzare i giovani al rispetto altrui e i genitori a valutare le strategie per ridurre i comportamenti aggressivi o passivi a scuola. Sempre nella giornata di domani saranno presenti il colonnello dei Carabinieri Gabriele Vitagliano e le professoresse Grazia Maddaloni e Chiara Iannicola. Lunedì, invece, sarà il turno del dottor Federico Bizzarri, presidente del Rotary di Latina (partner del progetto), dell'ispettore superiore della Polizia di Stato, Tommaso Malandruccolo, dell'assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Latina, Cristina Leggio, e degli avvocati Alessandro Saieva e Daniela Guglielmi.

"Il fenomeno del bullismo rappresenta certamente motivo di allarme sociale tra i cittadini - si legge nella nota diramata dall'istituto - e richiama l'attenzione preoccupata degli educatori,dei genitori , della scuola e delle istituzioni tutte ad occuparsene per investire in prevenzione e tutela della salute degli adolescenti , visto che il fenomeno cresce sempre più e diminuisce l'età dei ragazzi coinvolti. Il bullismo è la manifestazione del desiderio di intimidire e dominare psicologicamenteo fisicamente; chi ne diventa vittima sperimenta una condizione di grave svalutazione della propria identità e di profonda sofferenza, il che interferisce negativamente con il lavoro scolastico. In situazioni estreme ci sono stati casi di suicidio dovuti al disagio causato pricipalmente dall'uso delle tecnologie informatiche. In tutti i casi le conseguenze possono manifestarsi anche molto tempo dopo la fine dei soprusi, delle violenze. Ormai tutti riconoscono i danni dei comportamenti bullistici sulla salute mentale, non solo delle vittime, ma anche su quella degli stessi bulli, i cui comportamenti di prepotenza sfociano frequentemente e inconsapevolmente in reati contro la persona. Gli adolescenti sembrano rappresentare l'espressione di un disagio nuovo, influenzato dalle attuali condizioni di vita, indotto dai mezzi di comunicazione, favorito dalla evoluzione dei modelli familiari e dalla presenza di genitori che stanno abdicando al loro ruolo formativo lasciando e delegando alla scuola istanze educative fondamentali. E' necessario osservare come i giovani quando presentano comportamenti aggressivi attivino meccanismi di disimpegno morale, dislocamento della resonsabilità, diffusione della responsabilità:cosi fan tutti, con distorsione delle conseguenze, in particolar modo non ne percepiscono gli aspetti della norma, della regola, della legalità. Quali sono le ricadute penali di questi comportamenti? Il tema della violenza, della condotta aggressiva degli adolescenti porta alla necessità di comprendere come essi vivano la percezione di se stessi e dell'altro, e di cosa sentano riguardo a se stessi e all'altro, di come percepiscano la violenza e soprattutto come percepiscano la legalità. Ma la legalità è da considerarsi come rimedio all'aggressività? La relazione tra aggressività e legalità è percepita dalle nuove generazioni come una materia che si vuole imporre a scuola, qualcosa di politicamente corretto, ma privo di contenuti? Il bullismo virtuale è quello di più comodo accesso, gesti che nella realtà verrebbero filtrati, evitati, in rete sono facili, si è protetti da uno schermo, a qualunque ora , l'aggressore via chat non può osservare le reazioni della vittima: non prova empatia, si accanisce senza un motivo vero. Talvolta neanche conosce il destinatario dei suoi giochi. Bisogna riflettere sul fatto che gli insulti on line diventano virali e non si possono fermare né cancellare. Bisogna conoscere le conseguenze delle proprie azioni, dell'uso di internet. La scuola si pone questi e altri interrogativi atti a diffondere La cultura del rispetto , della legalità . Ciò significa dialogo e libertà nel suo interno perché la scuola assicura lo spazio in cui ogni individuo può esprimere se stesso e maturare in senso civico. Questo convegno si propone di affrontare questo spinoso argomento, fornendo alcuni importanti indicatori per una lettura più consapevole del comportamento giovanile".