"Una riforma importante sia per i risparmi di spesa che ne deriveranno, sia perché i nuovi soggetti potranno adempiere in maniera più efficace ai compiti di difesa del suolo, di irrigazione e di razionale utilizzo del bene acqua". È uno dei passaggi della requisitoria pronunciata dal procuratore della Corte dei Conti del Lazio, Andrea Lupi che, in occasione del giudizio di parifica del rendiconto 2016 della Regione, ha promosso il nuovo corso dei Consorzi di Bonifica voluto dall'amministrazione Zingaretti per ridurne il numero da 10 a 4 nell'ottica di un processo di riorganizzazione che dovrà abbatterne i costi di funzionamento, ottimizzarne la gestione economica in un quadro di assoluta trasparenza amministrativa e migliorare i servizi agli utenti. Una riforma quanto mai opportuna visto che il commissariamento dei Consorzi "non soltanto ha messo in luce – rileva Lupi – drammatiche situazioni di indebitamento, ma si sono anche evidenziate procedure illegittime in materia di appalti e, più in generale, gestioni che non rispettano fondamentali principi del procedimento amministrativo e della contabilità". Non solo valutazioni. Nella requisitoria anche la notizia per cui "a seguito di denuncia dei commissari questa procura – aggiunge Lupi – ha aperto due fascicoli istruttori, uno relativo all'illegittima trasformazione di contratti di lavoro a tempo determinato part time in contratti a tempo indeterminato full time e un altro riguardante alcune forniture in cui il presidente del Consorzio era, al tempo stesso, nella sua qualità di rappresentante legale, acquirente e fornitore. Quest'ultima vicenda conferma la giustezza della riorganizzazione anche al fine di evitare che gli amministratori siano saldamente radicati in uno specifico territorio e che per tale ragione possa realizzarsi una pericolosissima commistione tra gli interessi dell'ente pubblico e quelli personali, privatistici degli amministratori".