"Speriamo si trovi un modo affinché le suore possono restare in città per compiere la loro missione pastorale". Erano state poche e accorate parole quelle espresse alla comunità del parroco di San Marco Don Andrea Marianelli nella cerimonia dell'Immacolata dell'8 dicembre, quasi un appello per chiedere di trovare una soluzione per le quattro scuole paritarie comunali gestite dalle congregazioni religiose come direzione didattica e insegnamento (in quelle di Faiti e San Michele le suore non insegnano né dirigono più da quest'anno), e che dal 2018 -2019 potrebbero sparire. La disdetta delle convenzioni, in forza dal 1995 e rinnovate tacitamente di anno in anno, alle suore è già arrivata e le famiglie sono in attesa che la mediazione tra legali della Curia e del Comune individui una soluzione per garantire lo stesso servizio a più di trecento famiglie. Le iscrizioni partiranno il venti gennaio, ma le notizie che trapelano a fatica dai tavoli di mediazione arrivate alle famiglie non sono confortanti. Due sarebbero le proposte al vaglio, una formulata dalla Curia e l'altra dai legali del Comune. Nella prima sarebbe stata prospettata una gestione delle scuole affidata interamente alle congregazioni con una sostenibilità economica che si reggerebbe sulle rette (modulate sul reddito) delle famiglie. Una forma di privatizzazione che includerebbe un aiuto economico del Comune, ma che presenterebbe grossi profili di difficoltà per le suore, in primis proprio per la centralissima San Marco, dal momento che le religiose non possono accollarsi costi e gestione con questa formula. L'altra proposta arrivata dal Comune sarebbe invece quella di far riassorbire le religiose con la clausola sociale direttamente dall'aggiudicatario di un eventuale bando pubblico, bando di cui però ancora non è stato approntato nulla. Una soluzione difficile da attuare perché si scontra con la natura e lo spirito di queste congregazioni. Da considerare che questo servizio non è solo didattico ma pedagogico e sociale dal momento che le scuole, inserite nella formazione parificata prevista dalla legge, assolvono anche ad una funzione di collante della comunità educando alla formazione di valori, all'importanza della famiglia, alla fraternità e al gioco.