Potrebbe addirittura complicarsi la vicenda del Centro di Alta Diagnostica finanziato dalla Fondazione Roma e in questi ultimi mesi al centro di una spaccatura che vede da una parte i sostenitori del progetto originario e dall'altra quelli che vedono di buon occhio la proposta di rimodulare quel progetto.
Sono sempre più insistenti le voci secondo cui il sindaco Damiano Coletta, che ha convocato il comitato tecnico sull'alta diagnostica, vorrebbe trasferire la dotazione strumentale del Centro, una Tac force e una Pet 3 Tesla, all'interno dell'ospedale Santa Maria Goretti, favorendo così l'offerta di sanità pubblica per l'utenza pontina.
A chi si domanda cosa ne sarebbe della struttura ormai ultimata di viale XVIII Dicembre e pagata dall'Amministrazione provinciale, il sindaco di Latina potrebbe rispondere che la Fondazione Sanità e Ricerca è pronta a fare un ulteriore investimento in città, attrezzando nei locali alle spalle della facoltà di Medicina un centro di ricerca a disposizione dell'Università.
Se così fosse, nessuno avrebbe da ridire sugli ottocentomila euro sborsati da via Costa per l'Alta Diagnostica, visto che quel denaro si vedrebbe «girato» per una causa altrettanto condivisibile, quella del centro di ricerca.
Certo, ci vorrebbero nuove carte e nuove delibere per correggere il tiro di ciò che è stato fatto finora, e dal momento che non c'è più Eleonora Della Penna a difendere le ragioni del progetto per il quale si era impegnato finanziariamente il presidente Armando Cusani, è possibile che la strada del ripensamento possa essere meno impervia di quanto dovrebbe.