L'abbandono della scuola, il lavoro, con un tasso di occupazione che interessa soprattutto i giovani e gli over 50, una situazione di indigenza palese, con gli uffici dei Servizi Sociali sempre pieni di persone, che cercano qualcosa, un aiuto, che spesso non si riesce nemmeno a dare, liste e graduatorie per le case popolari sempre piene, fino ad arrivare all'ultimo dato, quello più recente, relativo alle richieste per il reddito di inclusione, che nei primi 15 giorni del mese di dicembre è arrivato a toccare quota 200, un numero esagerato per una città di poco più di 24mila abitanti. Un numero ulteriormente alto se si pensa che nello stesso periodo, ma ad Aprilia, città grande 3 volte Sezze, il numero è praticamente lo stesso, con cittadini al di sotto di 6mila euro di Isee che hanno presentato la domanda per il bonus lanciato dal Governo. Sono allarmanti i numeri venuti fuori da un incontro della commissione consiliare permanente "Servizi Sociali", convocata nei giorni scorsi dal presidente Mauro Calvano per fare il punto sul Rei, il reddito di inclusione, ma che invece è stata occasione per un ragionamento più ampio, che ha fatto comprendere meglio la portata di un problema che ogni assessorato ai Servizi Sociali deve necessariamente porsi da diversi anni. Nessuno, in maniera corretta e lucida, ha negato il problema, come spesso si è tentati di fare in queste situazioni, ma sia il presidente della commissione, sia l'assessore ai Servizi Sociali, Vincenzo Lucarini, hanno dato la propria disponibilità, per quanto concerne le proprie competenze, a porre rimedio a queste situazioni, con una presenza costante del Comune e una serie di incontri utili a comprenderne al meglio la portata del problema. Come se non bastasse, in questo periodo di crisi e di mancanza di alternative, c'è un altro grave problema che interessa Sezze, che si ritrova ad essere una delle prime città pontine a vantare il triste primato di città del gioco d'azzardo. Un'analisi del gruppo editoriale de La Repubblica rivela infatti che le giocate annuali pro capite a Sezze sono di circa 1000 euro l'anno. Un numero altissimo, che testimonia ancora una volta come quello della ludopatia non sia un problema da sottovalutare. Con un regolamento già passato in consiglio comunale, cui non è stato dato alcun seguito, un altro obiettivo della commissione Servizi Sociali sarà quello di visionare quanto approvato 4 anni fa in consiglio e renderlo finalmente operativo.