Domani, lunedì 25 dicembre il signor Enzo e la signora Maria Loreta saranno per il dodicesimo anno di seguito a tavola con i poveri, al pranzo di Natale organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio nella Basilica di Santa Maria in Trastevere. A loro è affidato il ruolo di "ambasciatori" di un solido legame di amicizia e solidarietà tra la città di Fondi e la Comunità fondata da Andrea Riccardi. Una storia esemplare, fatta di discrezione, generosità e grande fiducia.

Le origini
Tutto iniziò per caso, proprio intorno a un tavolo. Quello del ristorante Vicolo di ‘Mblò, di Enzo Simonelli e Maria Loreta De Bonis, marito e moglie, e dei loro figli. È lì che un giorno del 2002, entrarono per caso Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, rispettivamente fondatore e attuale responsabile della Comunità di Sant'Egidio. «Una chiacchiera tira l'altra - racconta Enzo - ci hanno spiegato quello che fanno, ed è nata una scintilla speciale che presto avrebbe mobilitato cittadini, istituzioni, commercianti e imprenditori».

La voglia di solidarietà
Dopo quell'incontro, è stata la signora Loreta ad esprimere il desiderio di andare al pranzo di Natale nella Basilica di Santa Maria Intrastevere. «L'impatto fu duro», ammette, «ci siamo trovati davanti a una grande povertà». Enzo e Loreta decisero di fare qualcosa e si rivolsero a un giovane consigliere comunale che lavorava al Mof. Si chiamava Salvatore De Meo. «Chiesi a lui quanta merce rimaneva invenduta ogni giorno al mercato, e se non potevamo mandarla ai poveri», racconta Enzo. La cosa non sembrò facile. E invece la macchina della solidarietà si mise in moto subito.

Dodici anni di amicizia
Il gigante dell'ortofrutta, con i suoi commercianti, fa la parte del leone in questa storia. Il Mof invia tir di frutta e verdura a cadenza mensile da allora. Ma non è l'unico. Alla Comunità di Sant'Egidio inviano cose i Marasca di Conad, La Casearia Casabianca, Rita Di Vito dei pomodori "Pac", e Mariano Di Vito dei Torpedino, Arcangelo Di Mugno per la carne. E tanti, tanti altri. «C'è tanta gente che vuole aiutare, ma non sa come fare. Noi abbiamo solo creato un canale» dice Enzo. Intanto tra qualche ora partiranno circa mille porzioni di lasagna destinate al pranzo di Natale di Roma, preparate da Loreta. Così come, anche da qui ogni anno parte il cibo per la cena di solidarietà che si tiene alla Trattoria degli amici, a Roma, per raccogliere fondi da lasciare alla mensa di Sant'Egidio. «Noi siamo solo la parte finale», tiene però a ribardire Enzo. «È la città di Fondi a darsi da fare». Gli fa eco il sindaco Salvatore De Meo, un altro dei protagonisti di questa storia sin dall'inizio. «Quello con la Comunità di Sant'Egidio è un rapporto di amicizia che la città di Fondi ricambia con semplicità e amore. Ci riempie di gioia e soddisfazione sapere che i nostri piccoli gesti danno alla luce un aiuto per i più bisognosi. Noi da Sant'Egidio prendiamo i valori per essere cittadini». È ora che ognuno torni al lavoro. La solidarietà è una macchina che non si ferma mai.