Le tasse a Pontinia, almeno per quel che riguarda Imu (imposta municipale unica) e Tasi (il tributo sui servizi indivisibili), per il 2018 resteranno inalterate. Dal 2019, però, sono previsti alcuni aumenti per determinate categorie. A deciderlo nei giorni scorsi è stata la Giunta municipale.
Una prima minima revisione al rialzo riguarda la Tasi, ma qualche modifica ci sarà anche per l'Imu. Questo, però, soltanto per determinate categorie. La scelta di rivedere al rialzo alcuni prelievi fiscali è probabilmente determinata dalla necessità di far fronte a determinate spese (nel caso specifico si tratta di servizi che riguardano la collettività) senza doversi cimentare in acrobazie di bilancio.
Nella delibera, la n° 227, si ricorda infatti che «la Tasi è destinata al finanziamento in quota parte dei servizi indivisibili comunali dei quali beneficia l'intera collettività e per i quali non si può quantificare il maggiore o minore beneficio tra un cittadino e l'altro». Parliamo di: cultura, viabilità, gestione del territorio e ambiente, servizi socio-assistenziali. Per il 2018 la situazione resterà inalterata (1,5 per mille per abitazione principale e pertinenze, zero per altri fabbricati, aree edificabili e beni rurali strumentali). Nel 2019, invece, «al fine di consentire il miglioramento dei servizi e una maggiore percentuale di copertura degli stessi», ci sarà un piccolo aumento: i beni rurali strumentali andranno a pagare l'uno per mille.
Stesso discorso per l'Imu. Il quadro, per il 2018, resta inalterato: 0,40% per l'abitazione principale; 0,76% per i terreni agricoli e le aree fabbricabili; 0,86% per gli altri fabbricati e gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D. Per gli anni 2019 e 2020, però, è previsto «l'aumento dell'aliquota Imu - così nella delibera n° 226 - per gli immobili a uso produttivo classificati nel gruppo catastale D», che passano dallo 0,86% allo 0,96%. Buone notizie, infine, per i contribuenti: confermata la detrazione di duecento euro per l'abitazione principale.