San Felice è un paese che vive soprattutto di turismo. Va da sé che eventi e manifestazioni dovrebbero essere all'ordine del giorno. Se non fosse che la burocrazia e l'assenza di regole certe hanno messo il carico da novanta su una situazione di per sé già ingarbugliata e oggetto di polemiche. Ed ecco che, in assenza di norme chiare, vige una sorta di situazione di autogestione che ha dato vita a una battaglia che da anni va avanti a colpi di esposti, musica troppo alta, lamentele e polemiche senza fine. Una situazione che ha portato più di qualche imprenditore a gettare la spugna, tanto che ad oggi dei numerosi e rinomati locali notturni non ce n'è più traccia: hanno chiuso tutti. E anche gli organizzatori di eventi preferiscono lavorare altrove. Eppure un regolamento necessario per mettere ordine ci sarebbe. Se ne discute da ben 14 anni, ma poi nel 2012 tutto è finito nel dimenticatoio.
Una situazione paradossale, che però a breve - almeno questo quel che si evince dagli atti amministrativi - dovrebbe sbloccarsi. È il 2004 quando viene affidato l'incarico tecnico per la redazione del Piano di zonizzazione acustica. Un iter tortuoso e complesso, con numerosi passaggi in commissione. Vengono apportate modifiche e indicate prescrizioni, fino ad arrivare - è marzo 2012 - alla seduta di Consiglio comunale che adotta questo strumento. Ma da allora il Comune di San Felice Circeo non ha più dato seguito alle procedure previste dalla legge regionale e pertanto quegli elaborati sono rimasti chiusi in qualche cassetto, inefficaci e inapplicati.
Eppure parliamo di un documento importante, che porrebbe finalmente delle regole chiare sulle emissioni sonore in tutto il paese. Una svolta necessaria soprattutto per aree in cui si concentrano gli eventi, come ad esempio La Torre e tutto il lungomare. Zone che verrebbero classificate in quarta classe (aree di intensa attività umana) al fine di consentire lo svolgimento di queste manifestazioni senza troppi intoppi. Nonostante le tante parole spese in ogni campagna elettorale, la politica ha però dimenticato gli impegni presi con i cittadini. E ora l'iter, anche se è durato ben 14 anni, non è ancora giunto al termine.
Nei giorni scorsi la Giunta, visto che il Comune di Terracina ha adottato la sua zonizzazione acustica e alla luce delle previsioni del Piano del Parco, ha dato uno specifico atto d'indirizzo vista la necessità di aggiornare e adeguare il piano di zonizzazione acustica. E chissà che finalmente, dopo cinque legislature, non diventi realtà. Altro che snellimento della burocrazia.