Si aggiudicano la gara per il servizio di riscossione dell'imposta comunale sulla pubblicità, ma i componenti della Commissione giudicatrice della gara ritengono che l'offerta proposta, oltre che essere la più vantaggiosa è anche anomala. E così la società siciliana Inpa spa, la stessa che ha gestito il servizio nell'ultimo triennio, si è vista revocare l'aggiudicazione provvisoria e sottrarre il servizio. A beneficiare dell'inattesa circostanza è stata l'altra società concorrente, la Dogre srl, che ha gestito il servizio di riscossione della pubblicità a Latina per diversi anni prima dell'arrivo dell'Inpa. Come era prevedibile, la ditta esclusa ha già impugnato davanti al Tar il provvedimento di revoca dell'aggiudicazione, ma l'invito all'amministrazione comunale di attendere la pronuncia dei giudici prima di scombinare tutto è caduto nel vuoto.
Da Piazza del Popolo è infatti già partita la diffida all'Inpa a consegnare il servizio alla ditta Dogre entro il 2 gennaio, visto che dall'1 gennaio 2018 il titolare della gestione della riscossione è la Dogre.
Cosa è successo davvero?
Il 27 novembre scorso, all'esito delle operazioni di apertura delle buste contenenti le offerte delle ditte concorrenti, due soltanto, la Commissione giudicatrice aveva attribuito il punteggio totale di 71,27 alla Dogre e di 92,59 alla Inpa. Il distacco così evidente era dovuto al ribasso praticato dalla Inpa nell'offerta economica, il 40,75% contro il 16,73% della Dogre. Per i commissari non c'è stato alcun dubbio, l'offerta era anomala, e pertanto si dava mandato al responsabile del procedimento della procedura affinché procedesse alla verifica dell'anomalia.
Il 21 dicembre, preso atto della relazione del Rup che confermava l'anomalia dell'offerta della Inpa ritenendo il ribasso non congruo alla stessa offerta, la Commissione giudicatrice ha deciso di escludere Inpa dalla gara e di assegnare il servizio alla ditta seconda classificata, la Dogre.
Nella relazione del Rup, si sottolinea che l'utilizzo del personale proposto da Inpa non è coerente con l'offerta presentata e non è tale da poter sostenere gli impegni assunti. Le controdeduzioni della ditta non sono state ritenute esaurienti e dunque il procedimento è stato chiuso con l'esclusione della spa siciliana.
Adesso se ne occuperà il Tar, a cui la Inpa ha chiesto l'annullamento del provvedimento di esclusione dalla gara.
In ballo c'è un servizio della durata di cinque anni, fino al 31 dicembre 2022, per un appalto di circa tre milioni di euro. Con l'offerta della Inpa il Comune avrebbe risparmiato circa 700mila euro rispetto a quanto costerà invece il servizio svolto dalla Dogre.