I proprietari privati che danno in affitto le loro case ai turisti pagheranno quanto un hotel, un B&B e altra struttura ricettiva. Stop alle somme a forfait previste nel lontano 2012, quando per la prima volta il Comune istituì l'imposta di soggiorno. Per gli affitti di case private l'ente municipale aveva previsto, a differenza che per gli alberghi e le altre strutture ricettive, il pagamento di un canone annuale forfettario che andava da un minimo di 40 a un massimo di 60 euro a seconda delle dimensioni dell'appartamento. Tanto? Poco? Non è chiaro. Di certo un regime diverso da quello invece previsto per le normali strutture ricettive, nelle quali l'imposta di soggiorno, la sciata dal cliente e incassata dal gestore come sostituto d'imposta, va a singolo pernottamento, dunque a notte, per un massimo di cinque notti. Bene, ora sarà così anche per le case private. Che per gli affitti estivi vanno alla grande, forniscono sluzioni molto flessibili e prezzi vari. L'assessore ai Regolamenti Barbara Cerilli nei giorni scorsi ha confermato anche che saranno eseguiti maggiori controlli sulla regolarità delle case vacanza. Proprio l'affitto di appartamenti è quello che sfugge maggiormente all'imposta di soggiorno, per via del frequente fenomeno delle locazioni in nero. Le abitazioni, insomma, non vengono registrate come case vacanza per cui restano delle case "fantasma". Altre modifiche riguardano l'aumento del periodo di imposizione, esteso fino al 31 ottobre. Infine, tra le principali novità, la previsione dell'esenzione anche per gli accompagnatori di persone giunte in città per motivi di salute. L'assessore ha anche annunciato un maggiore impegno della polizia locale, come pure un controllo sul web possibile incrociando i siti Internet per stanare i furbetti dell'imposta di soggiorno.