Quanto vale un terreno nella zona delle Salzare? È questa la domanda che, forse, il Comune di Ardea dovrebbe porsi, al fine di poter avviare le procedure di assegnazione dei diversi lotti che ricadono all'interno dei 736 ettari di uso civico ceduti dall'Agenzia del Demanio al municipio quasi un anno fa.

Infatti, nonostante si faccia un gran parlare sulla questione - con una commissione Controllo e Garanzia convocata per stamattina dal presidente Luca Fanco proprio per discutere sulla tematica -, il nodo relativo al valore di ogni terreno oggi occupato oppure libero non è stato sciolto.

In altri termini: ogni occupante quanto dovrà pagare per poter alienare il terreno dove ha costruito la propria abitazione oppure ha allestito un'attività commerciale? Tutti i cittadini pagheranno la stessa cifra? Ci sarà un distinguo fra chi ha realizzato - seppure abusivamente - una prima casa e chi, invece, ha costruito palazzine o villette? Chi ha un'attività industriale o similare pagherà la stessa cifra di chi ne ha una artigianale? Chi ha un'attività alle porte di Tor San Lorenzo verserà la stessa somma di chi ne ha una a ridosso di via Pratica di Mare o nell'area attigua a via della Serpentara?

Tante questioni, dunque, che forse dovrebbero essere affrontate prima in commissione Urbanistica e poi in Consiglio comunale, anche al fine di capire quanto il Comune di Ardea potrà incassare - effettivamente - dall'alienazione dei terreni delle Salzare.

C'è di più. A livello urbanistico, infatti, va chiarito se chi ha costruito dei manufatti potrà alienare tutto il terreno o solo una porzione. Può essere utile un esempio: chi ha costruito uno stabile grande cento metri quadrati su un terreno di un ettaro, potrà affrancare tutto o gli verrà riconosciuta soltanto una sorta di "corte" pari a dieci volte la superfice coperta?

Si tratta di questioni piuttosto delicate, sia a livello economico che urbanistico, che dovranno essere chiarite una volta per tutte prima di procedere alle alienazioni.

I tempi, però, vale la pena sottolinearlo ancora una volta, stringono: entro poco più di due anni il Comune di Ardea dovrà concludere tutte le procedure, pena il ritorno di tutto il compendio nelle mani dell'Agenzia del Demanio.